L'amore puro...
L'amore è un sentimento dalla potenza lacerante. Devasta tutto quando vuole.
L'amore puro è qualcosa di assoluto. La massima espressione è una retta sfiorabile solo da alcuni individui scintillanti d'una luce immensa e rara.
Tuttavia ci si può avvicinare.
La banda dell'amore puro...
Poter camminare a testa alta quotidianamente. Essere coerenti con quel che si ha nell'animo.
Non è detto che la manifestazione unica dell'amore puro sia contemplativa. Forse anche azioni apparentemente disdicevoli, a conoscere la luce che le ha innescate, possono trovare per connotazione un sorriso.
La banda dell'amore puro...
Portare avanti se stessi. portarsi oltre gli ostacoli tenendo alto un solo vessillo, quello dell'amore puro.
Ma cos'è allora questo vessillo??
Per me è qualcosa di staordinario: è la capacità di Amare.
Non parlo in termini univoci di coppiette appiccicose o matrimoni felici. Non solamente, almeno. Ma parlo di Amare; amare incondizionatamente; amare a prescindere; amare indistintamente.
nella lingua italiana abbiamo fin troppi modi per descrivere sfumature di un sentimento.
Quello di cui parlo io è forse un Voler Bene, a pattò però che il Bene sia un qualcosa di assoluto.
Così l'amore diverrebbe qualcosa di ampio, di un minimo lucente...
venerdì 15 agosto 2008
giovedì 14 agosto 2008
Tirreno Junai Gumi.2
Il titolo della serie, Shonan Junai Gumi, significa "La banda dell'amore puro di Shonan". Shonan è un quartiere di Tokio. Detto questo, trovo, come d'altronde ho subito trovato, interessante analizzare il concetto di "Banda dell'amore puro".
Una volta giunti alla fine della serie il concetto che forse l'autore voleva esprimere si chiarisce. Infatti diviene lampante che ciò che fa la differenza nella banda raccontata è il motivo per cui ci si comporta da teppisti: una volta che gli adulti hanno preso le distanze da questi ragazzi inizia una sorta di lotta per sopravvivere. Sopravvivere alle regole della società circostante più che alla fame e alla sete.
La società li ha cacciati, dimenticati tacciandoli come feccia... eppure non sono morti, eppur debbon vivere...
Le risse non sono per loro un pretesto di sfogo, ma una difesa di quanto a loro caro: gli amici, la spensieratezza.
Ridere e correre per questa città un po' come un bambino
Ho impiegato tempo a dare una spiegazione a queste parole. Poi qualcosa è riuscito.
E' felicità. E' voler continuare a divertirsi, restare assieme alle persone cui ti senti legato. E' non arrendersi al mondo.
Una volta giunti alla fine della serie il concetto che forse l'autore voleva esprimere si chiarisce. Infatti diviene lampante che ciò che fa la differenza nella banda raccontata è il motivo per cui ci si comporta da teppisti: una volta che gli adulti hanno preso le distanze da questi ragazzi inizia una sorta di lotta per sopravvivere. Sopravvivere alle regole della società circostante più che alla fame e alla sete.
La società li ha cacciati, dimenticati tacciandoli come feccia... eppure non sono morti, eppur debbon vivere...
Le risse non sono per loro un pretesto di sfogo, ma una difesa di quanto a loro caro: gli amici, la spensieratezza.
Ridere e correre per questa città un po' come un bambino
Ho impiegato tempo a dare una spiegazione a queste parole. Poi qualcosa è riuscito.
E' felicità. E' voler continuare a divertirsi, restare assieme alle persone cui ti senti legato. E' non arrendersi al mondo.
mercoledì 13 agosto 2008
Tirreno Junai Gumi.1
Da pochi mesi si è conclusa la pubblicazione della serie Shonan Junai Gumi di Tohru Fujisawa. Un manga, fumetto giapponese, questo dai molti aspetti interessanti.
Il racconto dell'adolescenza del futuro professor Eikichi Onizuka offre uno spaccato a tratti comico a tratti supereroistico della realtà dei mototeppisti del Giappone di qualche anno fa.
Usi e costumi. Interessante.
Ma c'è di più... e seguirà nei post successivi ^__^!!!
l'etichetta vi permetterà di risalire all'argomento e di rileggere tutto in blocco, parte per parte.
Il racconto dell'adolescenza del futuro professor Eikichi Onizuka offre uno spaccato a tratti comico a tratti supereroistico della realtà dei mototeppisti del Giappone di qualche anno fa.
Usi e costumi. Interessante.
Ma c'è di più... e seguirà nei post successivi ^__^!!!
l'etichetta vi permetterà di risalire all'argomento e di rileggere tutto in blocco, parte per parte.
martedì 5 agosto 2008
superb
Recentemente, in materia di fumetti, quando per attribuire bellezza ad una storia mi viene naturale ricorrere all'aggettivo "Superba" è perché si tratta di una storia di Leo Ortolani.
Le narrazioni recenti sono toccanti: storie scritte sapientemente, intrecci di rara arguzia, dove generi e temi si mescolano con risultati magnifici.
Anche l'ultima storia in pubblicazione è così. Fusione di colpi di scena, di poesia, di autobiografismo, di ilarità, di critica e riflessione.
Forse sarò io a leggere in Rat-Man tante cose oltre la semplice risata, oltre gag
sboccate o sfigate.
Ultimamente ci leggo tutta una vita in Rat-Man. Anzi, ben più d'una! C'è la vita di Ratty, quella i Deboroh, quella di Valker e di Arcibaldo... i singoli personaggi raccontano la loro vita e non solo. C'è la vita di Plazzi (scampoli in verità, che tutta ci volevano splash pages ^__^), c'è la vita di Leo.
Rat-Man era nato come fumetto di risate. Oggi è un fumetto di vita. La trasuda. Tutto questo è superbo.
Le narrazioni recenti sono toccanti: storie scritte sapientemente, intrecci di rara arguzia, dove generi e temi si mescolano con risultati magnifici.
Anche l'ultima storia in pubblicazione è così. Fusione di colpi di scena, di poesia, di autobiografismo, di ilarità, di critica e riflessione.
Forse sarò io a leggere in Rat-Man tante cose oltre la semplice risata, oltre gag
sboccate o sfigate.
Ultimamente ci leggo tutta una vita in Rat-Man. Anzi, ben più d'una! C'è la vita di Ratty, quella i Deboroh, quella di Valker e di Arcibaldo... i singoli personaggi raccontano la loro vita e non solo. C'è la vita di Plazzi (scampoli in verità, che tutta ci volevano splash pages ^__^), c'è la vita di Leo.
Rat-Man era nato come fumetto di risate. Oggi è un fumetto di vita. La trasuda. Tutto questo è superbo.
domenica 3 agosto 2008
echi di polvere
Sul tubo l'ho chiamato "riverberi terreni". Nome pomposo che stona col contenuto. Tuttavia anche il contenuto stona. Penso sia una linea di pensiero che in qualche logica strana trova senso.
Parentesi individuale degli sleeplesslullaby. Ci sono momenti in cui si suona col semplice fine di far fluire note e umore assieme. E' improvvisazione per i grandi; nel mio caso è strimpellare per il mio proprio piacere.
Farlo poi a contatto col pavimento arricchisce le sensazioni, implementa il flusso interiore.
Il video nasce, come altri hostati e in arrivo, come intento di condividere momenti di giorno e spezzoni di quotidiano col webmondo. Il pavimento e le pareti infatti sono quelli della stanza pisana. I capelli sono ancora, per ora, gli stessi.
Le note sono sparse, registrazioni in cerca di sonorità riutilizzabili. Il susseguirsi delle note è però sincero.
Fermarsi a sentire ciò che normalmente si è soliti calpestare. Mutare l'osservazione dell'attimo. Fondersi nel momento e lasciare che scampoli fluttuanti trovino armonia e si lascino suonare in onde che riverberano poi dalla fonte sonora lungo la terra fino a tornare a noi. Sensazione epidermica di rimando a immischiarsi ancora con sensazioni tattili, visive, sonore. Sensazioni. Immergersi e lasciarsi andare. Per un attimo appena esser parte del tutto.
Le note sanno colmare la solitudine.
Parentesi individuale degli sleeplesslullaby. Ci sono momenti in cui si suona col semplice fine di far fluire note e umore assieme. E' improvvisazione per i grandi; nel mio caso è strimpellare per il mio proprio piacere.
Farlo poi a contatto col pavimento arricchisce le sensazioni, implementa il flusso interiore.
Il video nasce, come altri hostati e in arrivo, come intento di condividere momenti di giorno e spezzoni di quotidiano col webmondo. Il pavimento e le pareti infatti sono quelli della stanza pisana. I capelli sono ancora, per ora, gli stessi.
Le note sono sparse, registrazioni in cerca di sonorità riutilizzabili. Il susseguirsi delle note è però sincero.
Fermarsi a sentire ciò che normalmente si è soliti calpestare. Mutare l'osservazione dell'attimo. Fondersi nel momento e lasciare che scampoli fluttuanti trovino armonia e si lascino suonare in onde che riverberano poi dalla fonte sonora lungo la terra fino a tornare a noi. Sensazione epidermica di rimando a immischiarsi ancora con sensazioni tattili, visive, sonore. Sensazioni. Immergersi e lasciarsi andare. Per un attimo appena esser parte del tutto.
Le note sanno colmare la solitudine.
Etichette:
SleeplessLullaby,
tubooooo
venerdì 1 agosto 2008
basito
Non sono solito fare il doppio post giornaliero, ma oggi penso sia il caso.
Per altro, per il diretto interessato, vale quanto scritto sotto. Purtroppo.
Vi linko la pagina da cui ho appreso la positività alla furosemide di Baldini.
Sono esterrefatto: la scherma fino a oggi si era sempre dimostrata immune e indipendente al doping. Era così in tutto il mondo.
In effetti uno sport dalla rilevanza tecnica così imponente ai fini del risultato poco si presta alla necessità di migliorare la componente atletica.
Faccio un esempio: non serve a niente vibrare il colpo con una velocità pazzesca se poi si sbagliano distanza e mira. Soprattutto, serve coordinazione e abitudine. Per andare più veloci in uno sport tecnico serve progredire assieme mente e corpo, altrimenti non si avrà il controllo di movimenti minuscoli. Questo per invitare alla riflessione sulla fruttuosità del doping. Serve tempo per apprendere il progresso nella scherma. Un sistema per accelerare una componente potrebbe essere controproducente.
Francamente non so come schierarmi, perché troverei ingiusto dire che uno schermidore è sano e un corridore o un nuotatore no. Diciamo "no comment".
La cosa però triste ed un pochino strana è che il caso è esploso proprio alla vigilia, quando le controanalisi non sono più eseguibili e è obbligatorio per il CONI prendere provvedimenti contro l'atleta ed effettuare sostituzione di rito. Non è facile poi scordare la lotta alla scherma italiana da medaglie: la volta scorsa esclusero fioretto femminile a squadre, stavolta proprio fioretto maschile, l'arma di Baldini.
Nota: Baldini è ai vertici della coppa del mondo e vicecampione europeo.
Andrà Cassarà, che non è certo l'ultimo arrivato e già all'olimpiade passata fece scintille.
Sono amareggiato. Se fosse vero sarebbe un precedente ai limiti dell'assurdo ed il crollo dell'unico sport che poteva fare a meno del doping.
Per altro, per il diretto interessato, vale quanto scritto sotto. Purtroppo.
Vi linko la pagina da cui ho appreso la positività alla furosemide di Baldini.
Sono esterrefatto: la scherma fino a oggi si era sempre dimostrata immune e indipendente al doping. Era così in tutto il mondo.
In effetti uno sport dalla rilevanza tecnica così imponente ai fini del risultato poco si presta alla necessità di migliorare la componente atletica.
Faccio un esempio: non serve a niente vibrare il colpo con una velocità pazzesca se poi si sbagliano distanza e mira. Soprattutto, serve coordinazione e abitudine. Per andare più veloci in uno sport tecnico serve progredire assieme mente e corpo, altrimenti non si avrà il controllo di movimenti minuscoli. Questo per invitare alla riflessione sulla fruttuosità del doping. Serve tempo per apprendere il progresso nella scherma. Un sistema per accelerare una componente potrebbe essere controproducente.
Francamente non so come schierarmi, perché troverei ingiusto dire che uno schermidore è sano e un corridore o un nuotatore no. Diciamo "no comment".
La cosa però triste ed un pochino strana è che il caso è esploso proprio alla vigilia, quando le controanalisi non sono più eseguibili e è obbligatorio per il CONI prendere provvedimenti contro l'atleta ed effettuare sostituzione di rito. Non è facile poi scordare la lotta alla scherma italiana da medaglie: la volta scorsa esclusero fioretto femminile a squadre, stavolta proprio fioretto maschile, l'arma di Baldini.
Nota: Baldini è ai vertici della coppa del mondo e vicecampione europeo.
Andrà Cassarà, che non è certo l'ultimo arrivato e già all'olimpiade passata fece scintille.
Sono amareggiato. Se fosse vero sarebbe un precedente ai limiti dell'assurdo ed il crollo dell'unico sport che poteva fare a meno del doping.
Vita
Ricordate la saga del credo?? No? poco male. Però sappiate che questa, per certi versi può ricollegarsi a quella serie di post e a altri.
La vita. Recentemente ho fatto mio un motto di amici, però credo sia necessario aggiungere alcuni chiarimenti.
Assioma: Vita... la Vita è. E' il tutto, è il positivo. Quando qualcosa "è Vita" si intende un avvenimento (una serie o uno singolo) che palpita, che racchiude gioia, che trasuda soddisfazione, entusiasmo in esplosione. Vita, sogno... sinonimi di felicità in fondo
proseguiamo...
- Concetto primo, la norma: la vita è una merda.
Modo per definire ultimamente l'esistenza. E' un modo in realtà scherzoso di prendere atto della quotidianità ineluttabile: la vita raramente risponde alle aspettative; peraltro se può si manifesta in maniera beffarda nei nostri riguardi.
Come dire, non è mai ciò che ti aspetti.
- Concetto secondo, i picchi più alti: la vita è la morte.
Momenti d'apice della delusione, la ciliegina sulla torta, il tutto. Quando non è più solo un singolo evento ad andare storto, quando è l'insieme di ogni cosa nella giornata o quasi ad andare contro le aspettative, magari per più giorni di seguito... Ecco, lì da merda generica qualunque si passa ad una specifica schifezza e poiché di per se La Vita è positività e attese corrisposte e gioia la sua negazione (aspettative negate) è la morte; di qui il concetto secondo.
Risultato. Quello che emerge nel sentire "la vita è una merda" è un discreto pessimismo. Invero è l'opposto. Il concetto primo su cui si basa il pensiero è un semplice riconoscere alla vita il suo lato "beffardo"; ammettere che ci si aspettava di meglio. Ma se ne ride, è ironizzare su quel che non va.
C'è consapevolezza di esser fortunati. Coscienza che volendo immaginarsele, si potrebbero trovare altre duemila possibilità peggiori all'attuale.
Pertanto sarebbe altrettanto possibile immaginare migliaia di soluzioni.
"La vita è una merda" non è voler vedere il bicchiere mezzo vuoto. E' prendere atto. Più che pieno o vuoto è notare che manca la metà.
E' in fondo non accontentarsi.
Ragionamento da egoisti viziati?? Non posso negarlo con certezza assoluta.
Quello che mi sento di affermare è che cela una volontà forte di affermare la propria esistenza. Alla fine va sempre a finire a una merda... Eppure siamo sempre lì a vedere se è la volta buona che quel mezzo diverrà pieno.
Credo che se nonostante sbraiti e pianti addosso si rimane a sperare, quello possa esser definito ottimismo.
infatti in termini applicativi la frase è completa in questi termini "tanto poi alla fine la vita si è rivelata anche stavolta una merda". Quindi a fine battaglia, mai prima, per abbandono.
Vorrei giusto fosse uno spunto su cui riflettere (mi rivolgo soprattutto a chi so io -_^)...
La vita. Recentemente ho fatto mio un motto di amici, però credo sia necessario aggiungere alcuni chiarimenti.
Assioma: Vita... la Vita è. E' il tutto, è il positivo. Quando qualcosa "è Vita" si intende un avvenimento (una serie o uno singolo) che palpita, che racchiude gioia, che trasuda soddisfazione, entusiasmo in esplosione. Vita, sogno... sinonimi di felicità in fondo
proseguiamo...
- Concetto primo, la norma: la vita è una merda.
Modo per definire ultimamente l'esistenza. E' un modo in realtà scherzoso di prendere atto della quotidianità ineluttabile: la vita raramente risponde alle aspettative; peraltro se può si manifesta in maniera beffarda nei nostri riguardi.
Come dire, non è mai ciò che ti aspetti.
- Concetto secondo, i picchi più alti: la vita è la morte.
Momenti d'apice della delusione, la ciliegina sulla torta, il tutto. Quando non è più solo un singolo evento ad andare storto, quando è l'insieme di ogni cosa nella giornata o quasi ad andare contro le aspettative, magari per più giorni di seguito... Ecco, lì da merda generica qualunque si passa ad una specifica schifezza e poiché di per se La Vita è positività e attese corrisposte e gioia la sua negazione (aspettative negate) è la morte; di qui il concetto secondo.
Risultato. Quello che emerge nel sentire "la vita è una merda" è un discreto pessimismo. Invero è l'opposto. Il concetto primo su cui si basa il pensiero è un semplice riconoscere alla vita il suo lato "beffardo"; ammettere che ci si aspettava di meglio. Ma se ne ride, è ironizzare su quel che non va.
C'è consapevolezza di esser fortunati. Coscienza che volendo immaginarsele, si potrebbero trovare altre duemila possibilità peggiori all'attuale.
Pertanto sarebbe altrettanto possibile immaginare migliaia di soluzioni.
"La vita è una merda" non è voler vedere il bicchiere mezzo vuoto. E' prendere atto. Più che pieno o vuoto è notare che manca la metà.
E' in fondo non accontentarsi.
Ragionamento da egoisti viziati?? Non posso negarlo con certezza assoluta.
Quello che mi sento di affermare è che cela una volontà forte di affermare la propria esistenza. Alla fine va sempre a finire a una merda... Eppure siamo sempre lì a vedere se è la volta buona che quel mezzo diverrà pieno.
Credo che se nonostante sbraiti e pianti addosso si rimane a sperare, quello possa esser definito ottimismo.
infatti in termini applicativi la frase è completa in questi termini "tanto poi alla fine la vita si è rivelata anche stavolta una merda". Quindi a fine battaglia, mai prima, per abbandono.
Vorrei giusto fosse uno spunto su cui riflettere (mi rivolgo soprattutto a chi so io -_^)...
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