Riflessione. Dopo giorni di ampi impegni che mi han reso una trottola in pieno vorticare finalmente uno stacco.
Come spesso accade in questi casi, appena si ha tempo di riprender fiato la carenza d'ossigeno offusca la vista producendo però l'effetto contrario: solo una più acuta percezione della realtà, un istante di incredibile lucidità.
Mi sono soffermato su alcune figure storiche per me importanti, grandi uomini capaci di dare la vita per una causa, per una causa spesso non propria; non solo. Uomini che noi chiamiamo eroi. Esseri umani entrati nella leggenda, la cui effige oggigiorno compare su bandiere e magliette, stemmi, tatuaggi e telefilms.
Gli eroi... persone che sono morte perchè la loro sola colpa era quella d'aver vissuto*.
Vissuto là dove vivere significa combattere, aiutare, reagire ad un giogo gravoso ed ingiusto. Eroi, credevano in quello che facevano e lo facevano dando interamente se stessi, mettendo a repentaglio la loro stessa vita. Perdendola.
Sono finito a riflettere sulla giustizia, sui comportamenti ideali, su quelli comuni... Realizzando una nuova e terribile verità. Se noi chiamiamo EROI coloro i quali combattono ed aiutano "l'umanità" (in senso de "gli altri" con accezione che va dal "se stessi e anche -" al " solo -"); se EROI sono quelli che seguono un comportamento esemplare e coraggioso e retto e giusto; se EROI sono quelli che compiono gesta eccezionali... quando le gesta eccezionali sono il comportamento che dovremmo tenere tutti per vivere dignitosamente...
Béh! Più che Eroi loro, siamo noi che abbiamo smesso di vivere.
All'eccezionalità di eroi moderni come Falcone, Borsellino, Calipari.
*frase riadattata da quella sentita oggi pronunciare al figlio di Aldo Moro.
martedì 29 gennaio 2008
lunedì 28 gennaio 2008
il gettone del lunedì
visto che di fonti da lacrimuccia a cui attingere il tubo è pieno e visto che mille post consecutivi con video alla lunga mi sanno di vuoto...
Ho deciso di avere una cadenza più o meno settimanale con amarcord monotematici. Spero apprezzerete. Altrimenti ditelo, che tanto non smetterò ma almeno saprò di farvi dispetto (... ih ih ih)
ASTA TOSTA!!!
Altro che Rex!
Per avere un'idea generale (è l'altra sigla, quella col cast completo e le facce corrispondenti)
Ed in più la Bonus Track!
Ho deciso di avere una cadenza più o meno settimanale con amarcord monotematici. Spero apprezzerete. Altrimenti ditelo, che tanto non smetterò ma almeno saprò di farvi dispetto (... ih ih ih)
ASTA TOSTA!!!
Altro che Rex!
Per avere un'idea generale (è l'altra sigla, quella col cast completo e le facce corrispondenti)
Ed in più la Bonus Track!
venerdì 25 gennaio 2008
forwarded message
Lo sapevate che se la schermata di Google fosse nera,
considerando la gran quantità di persone che lo usano, si calcola che si risparmierebbero circa 750 megawatt/ora annualmente.
Così Google ha creato una versione nera chiamata Blackle www.blackle.com), con le stesse identiche funzioni della versione in bianco ma con un consumo di energia inferiore.
è anche più carino!
considerando la gran quantità di persone che lo usano, si calcola che si risparmierebbero circa 750 megawatt/ora annualmente.
Così Google ha creato una versione nera chiamata Blackle www.blackle.com), con le stesse identiche funzioni della versione in bianco ma con un consumo di energia inferiore.
è anche più carino!
domenica 20 gennaio 2008
Non è solo
Il titolo si riferisce al discorso su Oscar Pistorius: lui è l'attuale casus belli, quello di cui tutti parlano, quello di cui ancora si parlerà fino a che i giornali non troveranno altre carcasse da spolpare...
Guardate un po' cosa è stato fatto nel silenzio dei molti media...
E posso garantire che c'è chi non ci riesce neanche con tutti i pezzi a posto!
lui è Aaron Fotherinham. Giovane che dà spettacolo immenso nel video quassù; detentore del record per il primo backflip (salto mortale all'indietro) su sedia a rotelle. Di Pistorius ce ne sono tanti, sparsi in tutti i frammenti di ogni giorno. Si tratta solo di guardarsi intorno; basterebbe parlarne...
Guardate un po' cosa è stato fatto nel silenzio dei molti media...
E posso garantire che c'è chi non ci riesce neanche con tutti i pezzi a posto!
lui è Aaron Fotherinham. Giovane che dà spettacolo immenso nel video quassù; detentore del record per il primo backflip (salto mortale all'indietro) su sedia a rotelle. Di Pistorius ce ne sono tanti, sparsi in tutti i frammenti di ogni giorno. Si tratta solo di guardarsi intorno; basterebbe parlarne...
sabato 19 gennaio 2008
cuor d'insonne
Col favore delle tenebre Mtv ritrasmette un cartone che ad orari tanto malati ho l'opportunità di riscoprire: Beck MongolianChopSquad.
Adolescenti che inseguono il loro sogno di creare una band. L'impegno che mettono loro non era certo quello degli Sleepless, però il clima della creazione e del feeling che offre è lo stesso. E' anche una carezza allo spirito per tutti coloro hanno sognato una band.
Il video però è d'altra natura
Quello linkato è un duetto di una canzone d'un altro gruppo.
Le tonalità raggiunte da lei, la situazione ancora innocente e sognatrice come quasi solo da ragazzi, il testo...
Questa canzone riverbera in me tepore, grazie anche alle immagini che racconta a partire dalle "onde di luna piena" fino a " eri là sorridente tra le mie braccie attraverso quegl'anni" (o giù di lì)
Bene, regalino melenso per voi!
Adolescenti che inseguono il loro sogno di creare una band. L'impegno che mettono loro non era certo quello degli Sleepless, però il clima della creazione e del feeling che offre è lo stesso. E' anche una carezza allo spirito per tutti coloro hanno sognato una band.
Il video però è d'altra natura
Quello linkato è un duetto di una canzone d'un altro gruppo.
Le tonalità raggiunte da lei, la situazione ancora innocente e sognatrice come quasi solo da ragazzi, il testo...
Questa canzone riverbera in me tepore, grazie anche alle immagini che racconta a partire dalle "onde di luna piena" fino a " eri là sorridente tra le mie braccie attraverso quegl'anni" (o giù di lì)
Bene, regalino melenso per voi!
mercoledì 16 gennaio 2008
egalité
La mia sul caso Pistorius.
Lo hanno escluso dalle olimpiadi; sono d'accordo.
Il problema secondo sta nel considerare tutt'ora le gare "para"(quelle cioè per disabili) come sottogare, discipline inferiori subordinate a quelle per normodatati. Una sorta di contentino teraputico offerto agli sfortunati.
Bene, non è più così da molto tempo. O almeno non è più solo così, vista l'indiscutibile funzionalità terapeutica dello sport in traumi di tale entità. Lo sport aiuta. Verissimo, ma non è di questo che intendo parlare.
Vorrei focalizzare invece sul livello dei parasportivi: solo chi non ha idea di cosa si tratti può ragionare come chi voleva Pistorius alle olimpiadi.
Mi spiego meglio: l'impegno e la difficoltà richieste dall'agonismo sono le stesse per tutto lo sport; non di meno il talento.
Nelle attività para quello che cambia sono spesso gli strumenti e le modalità con cui si affronta la disciplina, ma la gara sportiva resta e resta anche il livello alto. Non è più facile, non è meno impegnativa, non è meno sentita.
Ad esempio, chi fa scherma in carrozzina è abituato \ costretto a duellare senza sfruttare cambi di misura (distanza dall'avversario) quindi realizza tutto col braccio. Va da se che il braccio di un tiratore da seduto, di un paralimpico, sia come minimo (e ribadisco COME MINIMO) preciso e potente quanto quello di un olimpionico.
Così un cieco che scia solo seguendo un suono ha indubbiamente capacità propriocettive al di sopra di una sciatore normale.
Eppure sciatori o tiratori normali non gareggiano assieme ai disabili, sebbene esistano e risultino proficui ad entrambi, allenamenti congiunti.
Sono discipline diverse, ecco tutto. Discipline diverse dello sport tutto e tutte svolte da Talenti veri.
Pistorius riesce ad adattarsi perfettamente alle sue protesi ottenendo una spinta efficacissima sebbene poco naturale e difficoltosa come movimento. Le protesi poi non gli fanno sentire la stanchezza di piedi e polpacci (la parte che "tira" elasticamente la falcata nei corridori); hanno una minura potenza, ma raggiunta la spinta elastica ottimale non subiscono cali dovuti alla stanchezza da metabolismo cellulare. Di contro non percepisce il terreno. Pro e contro, come in tutto.
Per assurdo, è avvantaggiato, è più forte dei normali sotto vari aspetti.
E'il migliore nella sua disciplina, tanto da avere risultati equivalenti a quelli di chi usa le sue gambe nelle alte sfere e migliori di molti di noi. Quello che accomuna è la distanza, ma credo sia corretto dire che sono discipline diverse.
Forse più che mescolare praticanti di diverse discipline sarebbe meglio unificare anche le para alle olimpiadi normali facendo una sola grande manifestazione sportiva con più discipline. Farebbero quello che già gli sportivi di tutto il mondo fanno al di là dell'obiettivo: se ne fregano allenandosi assieme, condividendo mense, risate, tempo libero per poi tornare ognuno alle sue specialità.
Penso non perderebbe di spettacolarità. Ci guadagnerebbe, anzi. Tutto ovviamente SE gestito con cervello.
Trovo stupido voler cancellare differenze che palesemente esistono; trovo ancor peggio voler stabilire che quelle differenze comportino necessariamene una gerarchia, delle priorità, dei migliori a tavolino.
Uguaglianza non ritengo significhi essere cloni.
Lo hanno escluso dalle olimpiadi; sono d'accordo.
Il problema secondo sta nel considerare tutt'ora le gare "para"(quelle cioè per disabili) come sottogare, discipline inferiori subordinate a quelle per normodatati. Una sorta di contentino teraputico offerto agli sfortunati.
Bene, non è più così da molto tempo. O almeno non è più solo così, vista l'indiscutibile funzionalità terapeutica dello sport in traumi di tale entità. Lo sport aiuta. Verissimo, ma non è di questo che intendo parlare.
Vorrei focalizzare invece sul livello dei parasportivi: solo chi non ha idea di cosa si tratti può ragionare come chi voleva Pistorius alle olimpiadi.
Mi spiego meglio: l'impegno e la difficoltà richieste dall'agonismo sono le stesse per tutto lo sport; non di meno il talento.
Nelle attività para quello che cambia sono spesso gli strumenti e le modalità con cui si affronta la disciplina, ma la gara sportiva resta e resta anche il livello alto. Non è più facile, non è meno impegnativa, non è meno sentita.
Ad esempio, chi fa scherma in carrozzina è abituato \ costretto a duellare senza sfruttare cambi di misura (distanza dall'avversario) quindi realizza tutto col braccio. Va da se che il braccio di un tiratore da seduto, di un paralimpico, sia come minimo (e ribadisco COME MINIMO) preciso e potente quanto quello di un olimpionico.
Così un cieco che scia solo seguendo un suono ha indubbiamente capacità propriocettive al di sopra di una sciatore normale.
Eppure sciatori o tiratori normali non gareggiano assieme ai disabili, sebbene esistano e risultino proficui ad entrambi, allenamenti congiunti.
Sono discipline diverse, ecco tutto. Discipline diverse dello sport tutto e tutte svolte da Talenti veri.
Pistorius riesce ad adattarsi perfettamente alle sue protesi ottenendo una spinta efficacissima sebbene poco naturale e difficoltosa come movimento. Le protesi poi non gli fanno sentire la stanchezza di piedi e polpacci (la parte che "tira" elasticamente la falcata nei corridori); hanno una minura potenza, ma raggiunta la spinta elastica ottimale non subiscono cali dovuti alla stanchezza da metabolismo cellulare. Di contro non percepisce il terreno. Pro e contro, come in tutto.
Per assurdo, è avvantaggiato, è più forte dei normali sotto vari aspetti.
E'il migliore nella sua disciplina, tanto da avere risultati equivalenti a quelli di chi usa le sue gambe nelle alte sfere e migliori di molti di noi. Quello che accomuna è la distanza, ma credo sia corretto dire che sono discipline diverse.
Forse più che mescolare praticanti di diverse discipline sarebbe meglio unificare anche le para alle olimpiadi normali facendo una sola grande manifestazione sportiva con più discipline. Farebbero quello che già gli sportivi di tutto il mondo fanno al di là dell'obiettivo: se ne fregano allenandosi assieme, condividendo mense, risate, tempo libero per poi tornare ognuno alle sue specialità.
Penso non perderebbe di spettacolarità. Ci guadagnerebbe, anzi. Tutto ovviamente SE gestito con cervello.
Trovo stupido voler cancellare differenze che palesemente esistono; trovo ancor peggio voler stabilire che quelle differenze comportino necessariamene una gerarchia, delle priorità, dei migliori a tavolino.
Uguaglianza non ritengo significhi essere cloni.
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martedì 15 gennaio 2008
ardua notte
Stanotte temo di potermi anche scordare il sonno.
Almeno quello sereno e ristoratore, che ti sveglia con compiacimento.
Mi sono addormentato alla tv. Capita spesso ormai: finita l'accoppiata di Groening seguita da scampoli di Crozza è il nulla e se lo stomaco è pieno l'abbiocco è automatico.
Passi per le scale, risvegli inattesi. Mi trovo così a seguire scampoli televisivi F4 e vista annebbiata (per fortuna). Poi è un progressivo ritorno alla vigilanza tra uno scialbo RealCSI, americanata morbosa, e ricerche di un qualcosa di decente intanto che la digestione resta immobile.
Il finale di SouthPark, scampoli di Beck MongolianChopSquad... un attimo calmo prima di incappare in quel film.
Ricky Menphis e Giorgio Tirabassi in età quasi adolescenziale, Luca Zingaretti col pettorale tronfio... "Il Branco".
Un film duro, di quella durezza che ti colpisce allo stomaco e risale quasi come un conato, la durezza di un racconto che descrive la cruda e aberrante possibilità della realtà quotidiana.
Il Branco. Di quali atrocità è capace l'uomo? In quali abissi riesce a spingersi la crudele follia dell'homo sapiens sapiens sotto gli effetti dell'esaltazione collettiva? Questo film ne dà un esempio.
Quel che fa male è sapere che non è fantasia, non è un horror nè un thriller; è qualcosa che è capitato, forse anche più di quanto si creda. Ho i visceri inorriditi.
Altro film dalla forza simile era stato fino a stanotte solo "Boys don't cry". Il solo che mi avesse chiuso lo stomaco lasciandomi contemporaneamente a marcire con un senso di disagio epidermico che non svanisce. Il branco ha superato, grazie alla quantità di episodi narranti violenze aberranti, quel film (bellissimo, davvero).
A ben riflettere è una recensione positiva, sebbene sotto forma di sfogo, quella che faccio. Il messaggio arriva benissimo e fa riflettere a lungo, attori bravi e storia verosimile, se non reale. Veramente un gran film tutto italiano.
Peccato solo che per guardarlo bisognerebbe esser preparati prima, così da poter incassare il colpo. Perchè a freddo ha fatto veramente male.
Mi chiedo, perchè c'è tutto questo sperpero di bollini colorazioni quando poi non vengono segnalati film così " da vedere assolutamente, ma con coscienza"?? Misteri dei bempensanti...
Bene, ho sfogato parte di questo groppo in gola. Non so se augurare la visione dei film qui citati. Sicuramente la consiglio, a patto che sappiate a cosa andate in contro, poichè confrontarsi con l'umanità è un peso gravoso. Per gli altri è ben valida la tattica dello struzzo.
Almeno quello sereno e ristoratore, che ti sveglia con compiacimento.
Mi sono addormentato alla tv. Capita spesso ormai: finita l'accoppiata di Groening seguita da scampoli di Crozza è il nulla e se lo stomaco è pieno l'abbiocco è automatico.
Passi per le scale, risvegli inattesi. Mi trovo così a seguire scampoli televisivi F4 e vista annebbiata (per fortuna). Poi è un progressivo ritorno alla vigilanza tra uno scialbo RealCSI, americanata morbosa, e ricerche di un qualcosa di decente intanto che la digestione resta immobile.
Il finale di SouthPark, scampoli di Beck MongolianChopSquad... un attimo calmo prima di incappare in quel film.
Ricky Menphis e Giorgio Tirabassi in età quasi adolescenziale, Luca Zingaretti col pettorale tronfio... "Il Branco".
Un film duro, di quella durezza che ti colpisce allo stomaco e risale quasi come un conato, la durezza di un racconto che descrive la cruda e aberrante possibilità della realtà quotidiana.
Il Branco. Di quali atrocità è capace l'uomo? In quali abissi riesce a spingersi la crudele follia dell'homo sapiens sapiens sotto gli effetti dell'esaltazione collettiva? Questo film ne dà un esempio.
Quel che fa male è sapere che non è fantasia, non è un horror nè un thriller; è qualcosa che è capitato, forse anche più di quanto si creda. Ho i visceri inorriditi.
Altro film dalla forza simile era stato fino a stanotte solo "Boys don't cry". Il solo che mi avesse chiuso lo stomaco lasciandomi contemporaneamente a marcire con un senso di disagio epidermico che non svanisce. Il branco ha superato, grazie alla quantità di episodi narranti violenze aberranti, quel film (bellissimo, davvero).
A ben riflettere è una recensione positiva, sebbene sotto forma di sfogo, quella che faccio. Il messaggio arriva benissimo e fa riflettere a lungo, attori bravi e storia verosimile, se non reale. Veramente un gran film tutto italiano.
Peccato solo che per guardarlo bisognerebbe esser preparati prima, così da poter incassare il colpo. Perchè a freddo ha fatto veramente male.
Mi chiedo, perchè c'è tutto questo sperpero di bollini colorazioni quando poi non vengono segnalati film così " da vedere assolutamente, ma con coscienza"?? Misteri dei bempensanti...
Bene, ho sfogato parte di questo groppo in gola. Non so se augurare la visione dei film qui citati. Sicuramente la consiglio, a patto che sappiate a cosa andate in contro, poichè confrontarsi con l'umanità è un peso gravoso. Per gli altri è ben valida la tattica dello struzzo.
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