lunedì 16 gennaio 2012

window

Pensieri sparsi guardando alla finestra un cielo freddo e l'aria assolata. Colonna sonora.



E' un vetro sporco quello attraverso cui guardo, quasi temprato da battaglie. Certo è testimone del tempo trascorso, dalle intemperie ai vituperi morali.
L'aria pare leggerissima ed il sole riscalda con vigore. Eppure siamo sullo zero della cara Celsius e lassù, più in alto, la volta azzurro intenso è affollata di nubi. Sembra cotone. Di quello comprato in scorte famiglia, una coperta, un materasso soffice...

(questo post è tronco. Sono dovuto uscire in corsa e l'ispirazione è svanita. Ricordo cosa scrivevo, di cosa. Basta leggere. Ma riprendere quell'istante e rappresentarlo con le parole mi è ormai impossibile. Resta un frullo d'ali e delle note)

lunedì 9 gennaio 2012

altre distanze

Mi rendo conto di essere fuori dal tempo che dovrei avere. Se da un lato non sapere ancora bene chi io sia mi piaccia, essere per sempre in divenire. Ma il mondo continua la sua vita d'intorno e mentre io sono sospeso e non trovo radici in una vita da banderuola inconcludente fatti accadono.

Ogni tanto si palese violentemente davanti a me quante cose mi stiano sfuggendo, quanti addii potrei essere costretto a dare inaspettatamente, per non aver saputo focalizzarmi, per essere da oltre dieci anni disunito.

Questo è un giorno simile, in cui tutto il peso delle mie scelte e degli errori si manifesta.

E' il primo post dell'anno e credo per certi versi sia giusto così. Non basta vivere gente, vivete con coscienza!

(Cioè autocoscienza, che non è una guida prudente bensì la consapevolezza delle proprie cazzate, ma cercate di non limitarvi a questo, atteggiamento buono per saper giusto imparare dai propri errori ma andate oltre siate viventi delle vostre vite, attenti a porre l'attenzione sempre così da macinare chilometri e gesta e cose concrete verso un fine. Non dissipate energie a fondo perduto ma investitele in chi e cosa davvero importa poiché chi non lo fa si ritrova le distanze in caduta libera addosso come ghigliottine)

mercoledì 14 dicembre 2011

dissertare assorto ma non pallido

Stasera ho voglia di scrivere.
Non c'è una destinazione e nemmeno una morale da elargire. Mi dibatto tra libri, pensieri e controllo delle piattaforme di contatto virtuale a distanza. Scorro faccialibro e senza un perché mi viene voglia di blog per contrastare a una nausea che assale.
Ho sempre sostenuto i social network: mi hanno permesso di recuperare un contatto, certo marginale, di persone altrimenti perse, smarrite. Non dico siano tutti degli amici per sempre, ma preferisco sapere come vada al vita a una persona a cui sono stato e un po' resto affezionato piuttosto che non saperne nulla fino al necrologio. Alla fine si diventa uomo anche traendo lezioni dagli errori fatti e dalle radici da cui son spuntate le tue fronde. Ritrovare le persone di un tempo fa ritrovare scampoli del proprio passato. Credo sia un elemento rafforzativo e non c'è nulla di male nell'essere nostalgici.
Però ci sono giorni in cui inalerei gas piuttosto che sprofondare nel qualunquismo che le piattaforme sanno e possono generare.

Desiderio di parole.

Ecco, stasera avrei voglia di un vecchio amico e di racconti e scambi di vissuto: "che hai fatto mentre eri via?" - "come è quel posto?" - "non crederai a cos'è successo qui intanto!"

Sì, vorrei giusto un po' di e di magari su una vecchia auto mezzo sfasciata sotto un lampione lungo una strada poco praticata.

Sono sensazioni che nemmeno strimpellare il basso lenirebbe.
Quello è una voce interiore, accordata negli anni alla compagnia di una precisa chitarra. Qui urge un confronto, uno slancio verso l'ignoto di una risata inaspettata o di discorsi senza senso, di cambiare argomento a metà.
E' passato più d'un mese. Io sono ancora a cercare di dare una direzione alla mia esistenza, come sempre. Ho tentato di realizzare progetti di aggiungere attività ed interessi e di iniziare qualcosa di nuovo.

Non smetto di sfuggire alle vere responsabilità e rimango un ragazzino viziato. Solo, con sempre più carne al fuoco.
Un cambiamento c'è stato: sono più contento dei miei incontri, dei legami che stringo, dei sorrisi che ricevo e dono. Certi giorni sento di riuscire a collegare in un abbraccio teporoso le persone cui mi sento legato oggi, pochissimi fuori dalla sfera dello sfiorare. Se alcuni sono lievemente troppo trascurati per distanze e impegni, altri riesco a gestirli meglio di un tempo.
I miei affetti cominciano a essere nell'orbita che, grosso modo, vorrei.

Piano, piano... piano, piano...

lunedì 14 novembre 2011

autunnale diafano

Sole dal tepore diafano; cielo terso e limpido come l'aria in montagna.

Castagne bollite, un mandarancio, odore di legni ardenti.

In questa stagione non chiedo molto di più per apprezzare un giorno.

venerdì 11 novembre 2011

c'é aria di cambiamento

Il grande interrogativo è la direzione. Quella giusta forse creerà molti dissidi e lamentele ma potrebbe portare a un meglio più in là del nostro naso. Le alternative però sono molteplici e qua ci vuol poco perché il vascello coli a picco.


Godiamoci la data palindromissima.

giovedì 10 novembre 2011

rituali

Prima ancora di entrare all'università venni definito una persona "fortemente simbolica". Non ne avevo ancora una coscienza o una motivazione forti, era un accenno di consapevolezza che mi permise giusto di non negare nell'imbarazzo di sentirmi un po' scoperto all'improvviso.

Sono passati oltre dieci anni e posso dire con serenità di essere un individuo attaccato ad alcuni rituali in maniera ostinata e quasi morbosa. Orgogliosamente ritualizzato ed orgogliosamente morboso.
Certe piccole ritualità sembrano solo manie, follie. Ho compreso negli anni essere anche quelle e talvolta soprattutto, a delineare una persona. Nel tempo i rituali assumono significato, cominciano a diventare una tradizione: talvolta rievocheranno un racconto particolare, altre volte diverranno il modo stesso per pensare una persona, sentirla vicina.
In un rituale può racchiudersi una personalità, una gestualità, un pensiero. Parteciparvi, anche come spettatore, permetterà di rivivere da soli la compagnia di quella data persona.
Quei gesti strani, che si prendevano anche in giro magari, da cui ci si distaccava, che risultavano persino incomprensibili, assumeranno senso quando non sarà vicino l'interessato.

Che sia un modo di dire, o svolgere qualcosa, il rituale ci caratterizza. L'atto simbolico maniacale è più che una parte di noi, siamo noi stessi in un carattere fortemente distintivo e, perciò, rappresentativo. IL rituale talvolta è forse una delle azioni che meglio potrebbe caratterizzarci. Dovremmo andarne fieri, perché i nostri rituali saranno la nostra memoria storica nelle persone che più tengono a noi e a cui noi più teniamo.


Vado a rifare il letto.

martedì 4 ottobre 2011

scent

Pur non essendo cani siamo vittime anche noi della potenza dell'olfatto. Spesso anzi un odore, un profumo, è in grado di suscitare emozioni intensissime, innalzare le sensazioni. Talvolta fa sprigionare ricordi, riesuma brividi per tutto il corpo.
Momenti bellissimi in cui in un istante si rivive istanti preziosi. Capita anche che siano odori associati a cose sgradevoli a ritornarci incontro, così io pollo e coniglio arrosto li mangio con difficoltà estrema dopo aver visto come questi vengano allevati ed anzi quando posso scegliere sostituisco con altro: vegetarianesimo allargato per imposizione e per autocoscienza.

Si vive serenamente, dimentichi, incauti, poi un profumo passa accanto e la tua vita fino a quel punto è sconvolta per lunghi attimi che paiono infiniti. E' una scarica che ti investe potente come un'onda inaspettatamente più forte e gonfia di corrente di quanto avessi valutato in un giorno di mare mosso.
Personalmente resto sempre sconvolto quando mi capita. In positivo ed in negativo assieme: ricordare cose felici è bello, ma se quella felicità è andata ed è ormai irraggiungibile è riaprire ferite, sale sulle cicatrici.

Mi ricordo in modo vivido e totalizzante di odore di tisana all'ibisco e miele di castagno. Un odore pungente e fresco, seguito da un sapore avvolgente ma semplice, lieve, seguito dall'amaro del miele al castagno. Un insieme di sapori e profumi che pare una carezza fatta con un fiore in bocciolo. E' ricordo di crepuscolo sereno col freddo alla finestra ed uno sguardo complice di fianco. Un sospiro con tutto il tempo del mondo dentro. Profumo di serenità, di vita che verrà.

Ho scoperto nuove fragranze, profumi che lasciano sognare ben più lontano, come un semplice giorno di sole per le strade di casa tua. Puro potenziale.
Ho ritrovato profumi che ancora mi fanno sorridere e mi riempiono il cuore di tepore.
Certi profumi invece sono divenuti così ordinari e qualunque da sembrare scialbi e deludere perché anziché evocare lasciano solo interdetti.

So una cosa però: il mondo è una serra fiorita, una cucina ricolma, un mercato fornito ed è una fucina di incontri. Narici dilatate.
Del profumo di tisana all'ibisco e miele di castagno non resta che una fantasia.