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martedì 19 luglio 2011

poema piccolo

Doccia a dieci dita
tutta un'altra vita!

sabato 20 marzo 2010

poetiche

Mi rendo conto di non aver mai digitato qualcosa che somigliasse a una poesia senza che prima non fosse rifluita dai miei pensieri su fogli di carta. Ho già scritto di come l'inchiostro o la grafite siano un veicolo a mio giudizio superbo per le sensazioni.
Tuttavia non mi ero ancora accorto di quanto sia radicata in me questa cosa, così come la fonte sonora per quei momenti deve essere uno stereo. Il pc, anche solo il riflesso del monitor, emette un non so che di freddo che lascia le grida rintanate al calduccio dell'anima.

Senza un perché, non ho che da prendere atto; eppure non posso fare a meno di credere che anche il "modus scrivendi" rientri nel linguaggio compositivo ed espressivo, come ci fosse una componente visuale nel componimento: carta possibilmente riciclata o almeno giallina e inchiostro nero, linee direttrici opzionali. Fa parte del messaggio.

Talvolta la poetica si spinge dove nemmeno il suo creatore immagina: assurdo!

sabato 8 novembre 2008

estemporaneo

Se al sesso togli la poesia
divien solo squallida
macelleria

venerdì 22 agosto 2008

sussurri di ferragosto

Siamo niente dal valore del cosmo.


___________



Siamo poco più che frasi sulla battigia

canto di ferragosto sull'essere

Sono nuvola, sono onda, sono lama di vento, stelo di foglia
pregna Selene rischiara la corsa del temporale

Sono roccia e terra, sono pianto di pioggia
fiamme arzille sfiaccolano di lontano; l'ostinatezza del ginepro, la perseveranza del sole

Sono il tutto, sono scampoli di niente
mare caldo, mare mosso: risale il salmastro e volteggia nel vento

Sono scampoli di tutto,
sono tutto nel niente.

giovedì 21 agosto 2008

canto natìo x ferragosto

canto nella mia città
note senza voce
grida gettate nel frastuono
del mare
lacrime affidate
al vento e alla salsedine
vorrei ambizioso* volteggiare
ma a stento riesco
a cadere



*
in originale era "giusto"

Canto ondoso di ferragosto

Seduto sul fragore sopra un dirupo sul mondo la corsa dei cirri lascia sporadici sprazzi di luna a illuminare la corsa delle onde


... solo a un passo dal borgorigmo del mare

domenica 6 luglio 2008

mare passato

-Grafite-

E così un'altra estate
sfuma verso uggiosi giorni
di foglie sbiadite
testimoni
atrofiche di assolati
ricordi felici; iridescenti
foto grigio matita affrescate
... parto.

domenica 11 novembre 2007

Inedia

Esistenza d'inerzia:

L'Adesso Si Stempera Addosso.

giovedì 8 novembre 2007

Albeggio verso Orte

Dalle colline, argini
smeraldini,
tsunami di luce
ch'esonda

La rugiada sull'erba
che scrocchia
riluce
a pelagico specchio

Il mondo s'inonda
di colori
alle forme

Mastodontica cecità...

Poi d'intorno
d'improvviso il mondo

venerdì 19 ottobre 2007

meanwhile

I have a little project.
I've had it for years, since i heard a song contained in the album "El topo grand hotel" by Timoria. That song is not really a song: it's a surround music for a public lecture.

Incredible lecture of incredible poet about the most incredible licterary product: poetry.

A song of whispering surround to the voice of Lawrence Ferlinghetti reading What is poetry.

My project is to make a video to give a basilar image to that song, to those words... not an objective image, but my image: the video of what i feel. The images of those emotions filtered in my emotion.

I don't know when, but I know I'll do this.
Now You know it too, so I can't lie anymore.


See you soon fellows!

venerdì 10 agosto 2007

Mattino per Silvia

cinguetta l'alba intanto che un ramo irradia l'ombra delle sue dita sulle tende increspate d'aria; mi sorprende questo ritorno alla vita mentre rimane tra le lenzuola a soqquadro.
Mirandola bisbgilio senz'accorgermene...

- Giungono ai tuoi capelli le prime carezze del sole rinato nello scintillio di una lacrima di rugiada. Assorto nelle tue sinuosità come in paesaggi di colline al tramonto di luglio assaporo le fragranze del mattino sonoro, il suo sospiro leggero... -

Gioioso il suo sorriso assopito si lascia carezzare dal mio sguardo.

Senza neppure muoversi compie la sua malìa: mi ammàlia sinuosa... ed ebbro
mi scopro, dopo anch'un'oncia appena di lei.
Mi avvampa come febbre,
m'incanta
di questa malattia.
Malattia di cui non voglio
sia trovata cura
mai.

martedì 3 luglio 2007

Intreccio due parole


Sogno parole nitide e dirette
come l'alba nelle mattine di ferragosto,
quando l'ultima brace sembra frinire
e immensamente finito appare il mare

nella notte che s'appresta a finire.
Vorrei sempre sapermi spiegare;
schivare incomprensioni e liti,
conquistare una semplicità

rinnovata, senza riti,
perché non v'é beltà
nei fronzoli in cui mi sperdo
troppi quante le macchie su un leopardo.

Eppure non dovrebbe essere
difficile riuscirti a dire
che ho imparato dal tuo calore
una più profonda capacità d'amare.

Parimenti vorrei parlare
al mondo, non cercando onore,
ma per farmi capire,
perché non mi si possa fraintendere.




Spesso l'inesattezza dei termini che uso porta a fraintendimenti. Con essi anche dispiacere, rammarico. Anche professionalmente, sin dagli esami, incalza sempre più la necessità oltre che di capire, anche di farsi capire.
Continuerò sempre a ritenere la comprensione delle cose come LA base imprenscindibile, ma devo ammettere che talvolta mi duole avere carenze terminologiche.

ps: scontatamente, a S.