sabato 27 dicembre 2008

nel mio paese

Il belpaese ormai non è più tutta questa bellezza.

E' il paese dove i fondi per la ricerca vengono destinati a coprire il debito di una compagnia aerea fallimentare così che poi privati possano comprarla senza nulla da saldare.
E' il paese dove c'è chi largheggia in benessere e illazioni, tra un reality e un magheggio mentre altri fan la fame ancor prima di dover affrontare cenoni e regali.
E' il paese dove la politica ha l'età media di un nonno standard (unità di misura pari a una settantina d'anni standoci rasi rasi).
E' il paese dove di colpo nessuno parla più dei rifiuti o dei progetti di polizia nelle strade.
E' il paese dove gli ordini professionali hanno la stessa funzione dell'antitrust: nessuna (a parte forse racimolare danari).
E' il paese dove ogni anno le mafie vengono dette più contenute e sistematicamente si scoprono essere piuttosto avallate.
E' il paese dove si muore spesso e volentieri sul lavoro, ammesso di trovarlo, ammesso non sia al nero, ammesso che non riguardi extracomunitari pressati in una casa - silos.

Qui di sotto vi incollo alcune voci in merito.
Entrambe sono versioni con sottotitotolo tratte da NPDV




Il primo qui su è Caparezza assieme a Symark. A questo link trovate la versione estesa di quel pezzo della prima puntata. dieci minuti ben spesi, volendo!!!

Sotto invece un classico, sempre Rap, reinterpretato da Frankie assieme a Piera degli Esposti e la Cortellesi


Drogati ad alta velocità, sciacalli, individualisti, secessionisti, timorosi, presuntuosi...


Venite popoli! Venite nel belpaese! tra le bellezze rinomate troverete il sublime contrasto col color della pece di una civiltà in decadenza!

martedì 23 dicembre 2008

punti di vista

Riaffronto una tematica che penso d'aver già trattato o quantomeno accennato.
Lo spunto stavolta posso linkarvelo



Di seguito il testo
"C’è una ragazza che gioca col mio baricentro
lei mi accompagna nei posti che non vedrei mai
se lei non c’è la tristezza mi avvolge di un velo
e se non c’è io capisco dipendo da lei

Lasciami dormire ancora
lasciami sognare ancora
C’è una sostanza che offende la voglia di vita
e lascio che lei mi prenda, mi porti con sé
che senza ali ne gambe, io poi mi stanco
e visto dal pavimento il mondo non è più lui

Lasciami dormire ancora
lasciami sognare ancora
lasciami soffrire ancora
che non so' dire se sto male
C’è una voce che affonda fra i miei pensieri
ed è qua dentro che danza e non smette mai
e adesso ho un’ala spezzata, scivolo giù
il mio telefono è sveglio ma non suona più

Lasciami dormire ancora
lasciami sognare ancora
lasciami soffrire ancora
che non so’ dire se sto male
lasciami sognare ancora
lasciami dormire ancora...
lasciami dormire ancora...
lasciami dormire ancora..."


C'è un passo in questa canzone che amo profondamente ed è quello in grassetto: e visto dal pavimento il mondo non è più lui.

E' lo stesso concetto espresso anche dai Pixies con "Where is my mind".

Quando le cose non sembrano andare nel modo più desiderabile e non si riesce a leggere il perché degli accadimenti una buona terapia è ricordarsi che le cose non hanno un solo punto d'osservazione da cui essere affrontate. Cambiare prospettiva aiuta, anche se fatto solo in modo generale. Siedi su un muro, con la schiena a terra
e gli occhi chiusi. Aprendoli solo una volta abituati alla posizione il mondo sembrerà un altro! e sedendo su un ciglio ad un passo dal cielo sarà più semplice ricordarsi che anche il momento più avverso, alla lunga, troverà una spiegazione.

Come a dire: " Ogni cosa può essere osservata dal giusto punto di vista".

Credetemi, aiuta.
A volte anche solo a capire l'insignificanza di noi e la presunzione della specie.







Nota: ho tralasciato consciamente la frase "c'è una ragazza che gioca col mio baricentro" suadente descrizione di un incantevole gioco di coppia e di come questo apra poi a mondi e sogni. Mi sembrava giusto lasciare alla fantasia personale la sfumatura più piacevole con cui interpretare una poetica già narrata benissimo dai Negrita stessi.

lunedì 22 dicembre 2008

che rumore fa...

premetto: sono stato iperglicemicamente smielato ^^'

Prendo spunto per esprimere la mia o quasi in merito.

Che rumore fa la felicità??
Nessun rumore... è la gioia del silenzio.

(questa versione ha il finale tagliato; scusate ma è la sola trovata che avesse il testo! ndn.)
Eppure sono tante sfumature armoniche che anziché stridere creano una sinergia, un sottofondo che rimbomba sommesso.
E' un cuore che batte, il fragore innescato dal profumo di una pelle, è un brivido che sale lungo la schiena fino all'odore del calore di lacrime, è il suono della gola che si strozza... multiforme... l'avviamento del primo mezzo motorizzato, l'ovazione dagli spalti, lo sfrigolio del soffritto del ragù della mamma, la chiamata dell'alzata sotto una rete, sopra la sabbia... sussulti che scoppiano in gemiti nel buio della notte...

Che rumore è? E' il rumore del battito che accelera in un sorriso.

Il bello è poterlo trovare in così tante cose. E' un boato che si annida ovunque: è nelle sfumature di un tramonto, è in un passerotto che sfida un temporale, è negli occhi di qualcuno d'importante.

Quello invece che apprezzo del testo dei Negrita è l'aver rilevato come sia necessario tendere l'orecchio, spesse volte, per poter sentire nitidamente quel suono. Non solo, apprezzo molto anche l'aver considerato l'importanza degli amici, del gruppo, della presenza di qualcuno per poter apprezzare appieno la gamma sonora.

Questo è il video ufficiale coi credits
Dal canto mio la felicità ha il rumore dei ricordi più vividi e addentro nell'anima.
Un motorino ed un citofono;
Un padre e "amici miei";
Un abbraccio con tante lacrime;
Fusa graffi e peli ovunque;
due occhi grandi e un sorriso per tutto;
sciabordio di onde, polpi, meduse, fiamme e palloni;
un basso e una chitarra;
parole;
uno sguardo orgoglioso di me;
lame intrecciate e la coccia che suona a campana;
le chiacchiere con la mia più fidata confidente...


Forse il rumore che più si avvicina è un tintinnio metaforico. Come per Paperon De'Paperoni la numero uno suonava, così per noi i ricordi felici: che rumore fa la felicità? Il rumore della nostra più grande ricchezza di Homo Sapiens Sapiens

mercoledì 17 dicembre 2008

nottambulo

Veglia di notte... Non ho mai capito perché, ma per le cose di cervello e di ragionamento io ho sempre avuto una preferenza per le ore buie, notturne.

Mi si sveglia l'attenzione, troppo sopita di giorno a seguire routine o pensieri comuni.
Addormentarsi tardi ha un innegabile svantaggio: svegliarsi alle 6 del mattino è impresa ardua. Per me una rinuncia atavica, o una scelta di campo sensata se preferite.

Ma i vantaggi sono sorprendenti: la notte infatti, come quantità di tempo inutilizzato è vasto. Inoltre il silenzio ed il buio sembrano accogliere i pensieri come una culla d'ovatta e stelle.
Ancora, si può tollerare la compagnia del televisore, distante da programmazioni di edonisti che si accapigliano e da notiziari troppo mirati al più morboso pettegolezzo.
Forse la tollerabilità della scatola è aiutata dalla mia concentrazione diretta altrove che permette un ascolto disattento... sentire le vibrazioni del rumore che riempiono la stanza... non voler forse sentire la solitudine del silenzio.

Fatto sta che a volte ci si sente anche un pochino fortunati. Talvolta si incappa nel film splendido, troppo bello e forte perché possa venir trasmesso ad orari fruibili. Talvolta invece si trovano programmi futili che offrono invece spunti gradevoli. Così si possono trovare persino canzoni spensierate non ancora abusate da masse o altro.


E' in una situazione simile che ho potuto ascoltare "Nel mio (tuo) paese".


Questa canzone così orecchiabile mi ha colpito subito, non solo per l'intermezzo rockeggiante da band giovanile, ma soprattutto per il tono nostalgico e critico.
Ricordi... ha rievocato in me lo spirito con cui mi sembra si guardava al proprio paese: critica, volubile ipercritica adolescenziale connessa solo alla voglia di fuga; contemporaneamente però si respira un legame forte e comunque sentito che fa trapelare l'affetto per gli spazi dove si cresce e protrae l'infanzia.

Potrò sembrare un melenso nostalgico, ma a me talvolta la nostalgia per il mare a novembre o l'odore dell'erba brinata o dell'afa o del salmastro nella prima burrasca estiva mancano. Mancano come le facce del vicinato. Mancano come i visi e i discorsi dei campetti in pozzolana (maledette pallette violacee e taglienti) alla domenica mattina o i vari cinquantenni a spasso nei pomeriggi del fine settimana.
Il mercato, le spiagge deserte, i rifugi, le fughe in motorino.

In fondo, forse, la vita a quell'età è lì. Dentro quella spensieratezza e le follie si costruiscono i ricordi.


Sillogistico finale: e quando si hanno ricordi si possono raccontare storie, e fin che si ha una buona storia da raccontare non si è mai perduti

Certi giorni, quando penso ai possibili figli che avrò, mi fa male pensare a certi ricordi spensierati che probabilmente non potrà forgiarsi.
Povero figlio mio che non conoscerà il "battimuro"...

lunedì 15 dicembre 2008

bonus malus

Ascoltando il tg2 vari pensieri han preso a rincorrersi nella mia testa. Gioia progressista (speranza di) e ira funesta:
- Pare che finalmente anche in Italia arriverà la RU 486 ... pillola del giorno dopo, abortigena. Senza entrare nel dettaglio sull'aborto (tanto penso chi legge sappia già come la penso), piccola speranza di libertà e progresso laico in questo paese baciapile.
- Grazie invece ad una serie di sagaci frustoni (o imbecilli) che dopo essersi ciuccati ben bene si son messi al volante facendo un casino mica da ridere, pare già che si stia parlando di riformare i limiti alcolemici attualmente previsti dalla legge abbassandoli a 0,2 grammi. Così neanche più una misera birra si potrà gustare la sera...
Piuttosto che insegnare davvero a guidare, piuttosto che responsabilizzare, piuttosto che impedire che incapaci del volante possano pestare l'acceleratore di macchine sempre più potenti ed elettronicamente assistite, piuttosto che far capire alla gente che il lunedì mattina non è il gran premio... Beh! piuttosto che barlumi d'intelligenza che prevengano si applica una bella limitazione collettiva che seghi gli zebedei a tutti, responsabili compresi.

Posi e Nega...
sigh

martedì 9 dicembre 2008

T A V

preso da questo sito:

il giorno 1 Novembre 2008 intorno alle ore 9.00 si presentava in stazione a Milano Centrale proprio il treno 30 già in turno ed impegnato nell'effettuazione di un probabile servizio ES AV da Roma, Firenze e Bologna, arrivato giusto un paio di binari di distanza dal treno storico a vapore Milano - Torino effettuato con la loco a vapore 685 089.
Dunque passato e futuro s'incontrano nel caotico presente di Milano Centrale...


Ebbene sì, trenitalia ha rinnovato l'ETR 500 con una nuova livrea rossa fiammante!!!!!

Da oggi si potrà viaggiare davvero ad alta velocità.


e poi da qui:
Nuovi Eurostar veloci tra Roma, Venezia, Verona, Genova, Bari e Lamezia Terme con tempi di viaggio di 3 ore e 59 minuti. Per i clienti AV, all’arrivo, auto + autista per 4 ore al prezzo di 35 euro; servizio “mobile ticketing”; opzione riservata per informazioni e acquisto biglietto all’892021, oltre a una pagina dedicata sul sito www.ferroviedellostato.it.



il corriere
invece ci ha offerto immagini del nuovo treno.


Ed io non voglio essere da meno in questo grandioso momento dove tecnologia e amarcord s'incrociano. Anche io voglio celebrare con voi il nuovo viaggiare veloce italiano!!!

Da Novembre infatti, Roma - Milano si fa con la FrecciaRossa!!!!
Chissà che viaggi ed evoluzioni!!!


La sola domanda che mi pongo è:

Ma serve davvero tutta quella plancia come supporto per un telecomando radio???

Di certo rallentamenti e problemi in fase di maneggevolezza in manovra non potranno più esserci. AH! Quanti ricordi...

Stima per la manovra di rilancio incentrata sul nerdismo;
imbarazzo per la crisi GRAVE nell'inventare un nome un minimo più decente e nuovo.

domenica 7 dicembre 2008

fish as chips

Dicesi fish as chips il gagliardo pranzo che una persona qualsiasi può combinarsi una domenica in cui si vuole festeggiare una qualche boiata.

Realizzarlo è semplice:
basta andare al supermercato e comprare due belle manciatone di alicine piccine piccine.
Poi, una volta tornati a casa impiegare due orette a pulirle bene e sfilettarle.
Una volta lavate e scolate dell'acqua in eccesso scaldare una discreta quantità di olio di semi di girasole con un rinforzino (parsimonioso) di olio di oliva in una padellona conica.
Quando è ben caldo adagiare nell'olio a bollore le acciughine via via infarinate.
Infarinandole via via e levandole dall'olio un po' per volta... complici magari due gatte rompiballe e l'apparecchiare... complice anche una manualità non proprio da chef...
Beh! quando andrete a tirare su le prime alici fritte le troverete non solo dorate ma anche leggermente raggrinzite, come foglie secche.
La dimensione ridotta del pesce avrà prodotto un magico effetto: il vostro pesce fritto, sottile sottile e parecchio cotto, sarà ora tanto croccante da essere non solo fragrante ma addirittura scrocchiante ad ogni morso.
Insomma, avrete ottenuto del pesce fritto croccante come patatine fritte.

Se vi piace, cuocete tutto il pesce così.

Potrete sedervi, nel giro di un quarto d'ora, con sulle ginocchia una bigoncia di patatine di pesce.

Anziché fish and chips avrete Fish AS Chips!!!!!!!!!!


Buon appetito!! ^__^

giovedì 4 dicembre 2008

winterful!!!!

Nebbia in faccia e cinque gradi.
Il freddo nei piedi che si rincorrono in passi.

I lampioni della città irraggiano sfumature e aloni che si perdono e diradano nella nebbia. Non è più Italia... è Londra, è Parigi... Non nebbia ma foschia ed i soliti muri sono portati via.

Passeggiare nel tetro della sera invernale in un giorno nebbioso migliora quei luoghi dove vivere in una nuvola lattescente è inusuale. Divertente la pazzia di chi accende i fendinebbia nonostante una visuale che permette di vedere fari lontani in arrivo; romantica la follia dei soliti percorsi e marciapiedi e odori e colori divenuti di colpo un altro luogo. Riscoprire per un istante interesse per una nuova, immutata, città.




Di giorno invece è frenesia ansiogena... Un edificio in uno spazio aperto e normalmente piuttosto popolato può divenire una suggestione piuttosto negativa in un giorno come quello di ieri: Aula vuota, luce bianca sterile e fredda. Oltre le finestre non più i campi ma latte. Come se per mezz'ora il caseggiato fosse stato nell'ovatta anziché nell'atmosfera.
Suggestioni e variabilità.


Ieri a Pisa è giunta la nebbia. Il giorno è trascorso come tutti gli altri, ma per strada era tutto un altro mondo.
Ho vagato in un paese tracimante aureole.
Per una volta.

Almeno un istante nella vita, ogni luogo può apparire gradevole.

martedì 2 dicembre 2008

mescolone

Prima che venga usata da una moltitudine commerciale, voglio proporre questa armonia.
Angelo Ribelle di Giovanni Allevi. Incalzante da duelli epici o volteggi per le distese del cielo come quelle di Icaro.
E' un brano del nuovo lavoro Evolution. Attendo le vostre opinioni. Inizialmente ne sono rimasto incuriosito per l'inizio vagamente di tenebra che riportava alla mente ambientazioni musicali batmaniane.
Bastan pochi sussulti però perché il pezzo si discosti e faccia volare la fantasia sul dorso di un baio lanciato al galoppo lungo verdi piane... la spada che batte ritmica al fianco fintanto che ci sarà da sguainarla...

Immagini.

Come sempre Allevi riesce ad essere molto evocativo con le sue note.



Il resto sono riflessioni e umori.
Il resto è semplicemente una dedica alle speranze, alla bontà d'animo e alla fragilità come controparte di mille difetti.
A chi sa sognare.
Soprattutto a chi ha ben presente il nero della vita e riesce comunque a sognare.

venerdì 28 novembre 2008

No Title

Sintetizzatore e basso.

Loop alquanto breve a girare perpetuo. Il crash della batteria partirà solo assieme alla voce.
L'orologio indica che dovrebbe esserci il sole quasi a picco sui tetti. Invece la sola luce picco è quello della lampada. La finestra è un monitor alternativo a fianco del computer. Alzando gli occhi vedo oltre il vetro e le lamine delle persiane sollevate e inclinate; guardo. Tetti di un rosso dall'intensità sbiadita. Il cielo è una distesa grigia con note ora lilla ora azzurrino. Sempre tutto sbiadito. Rami nudi a mostrare la loro magrezza in nitide trame uniscono tetti al cielo come antenne di falena. Dita d'albero intrecciate controprova del freddo che fa sembrare ogni tasto sfiorato un'impresa. Ogni parola digitata senza errore o pausa è un successo.

E' l'ora di pranzo e sembra il crepuscolo. La musica della pioggia s'interseca perfettamente con il ritmo scandito del basso rap.
Forse è il sottofondo ideale per scrivere. Forse anche solo per fermarsi un attimo a riflettere.

I giorni di passaggio dall'autunno all'inverno recano sempre grande poesia, innumerevoli spunti. I muri delle case improvvisamente di toni pastello; le foglie cadute un tappetto d'incomparabile bellezza.
Il respiro si condensa davanti agli occhi, visibile prova della vita, del calore che serbiamo in noi. Siamo residui d'estate. Con un sole elettrico sulle dita abbiamo il dono di poterci scaldare a noi stessi: ricordi, lacrime, risate...

Affrontare l'inverno e ridere con lui è questione di imparare che la pioggia non porta via il sole ma semplicemente lo nasconde un po', e che il freddo lo possiamo percepire solo perché dentro di noi c'è calore.



Buon inverno a tutti!!


Soprattutto a chi ha il tepore per apprezzarlo!

lunedì 24 novembre 2008

break

Intanto che gli altri due giorni lucchesi sono in elaborazione, nel tentativo di creare resoconti dettagliati che non scadano nel prolisso, avrei potuto scrivere qualcosa.
Non dimentico il blog. Purtroppo si presentano periodi affollati... talvolta, come in questa occasione, ci si aggiunge una patologica assenza di idee e cose da dire.

Piuttosto che postare una serie random di video sciocchi dal tubo lascio che sia silenzio.
Tra l'altro i racconti di Lucca dovrebbero intrattenere per più giorni ^^'.


Non voglio andare senza niente di curioso un minimo.
Vi consiglio allora di fare qualche ricerca su David Azzarello, il suo libro o lo spettacolo "targato H".
Ho da poco visto una sua intervista (purtroppo in uno di quei programmi che scandaglia le sofferenze altrui con faciloneria incredibile) però sono rimasto impressionato da questo ragazzo dotato di una contrapposizione incredibile; un marcato handicap fisico esteriore ed un cervello molto brillante. Mi sono trovato ad ascoltare discorsi molto acuti e più normali di quelli fatti normalmente in quelle trasmissioni da un corpo che si muoveva per conto suo, indipendentemente dal proprietario.
Di come, una volta di più, l'esteriorità sia mendace e superflua.

Memento omnivalente.


Se potete cercate, davvero.

sabato 15 novembre 2008

luccornie GIORNO II

Venerdì arriva il SOMMO Maestro Ortolani in fiera. Con l'incremento per l'aere dell'influsso ratmaniano giunge anche Amon-Rat.

Già dal mattino si principia piuttosto benino...
Giri da fare molti, come andare a prendere amici in stazione o far togliere il magnete antifurto a un maglia (trovando il negozio sprangato fino alle 9:30). Vertice di questo vortice mattutino l'acquisto di pane e affini, quando un TIR decide di imboccare la viuzza della panetteria rendendosi conto (l'autista, non il Tir... che mica si chiamava Goliath l'autoarticolato!) che l'arco che sotto cui stava per passare era così piccino che si sarebbe incastrato bene bene.
Cosa poi in qualche modo comunque successa, visto che si è intrapresa la manovra tra le più idiote mai viste: l'inversione a U in uno slargo "ad Y" grande in larghezza quanto un ducatofiat di quelli neanche troppo grandi.
Esco dal mio parcheggio poco prima che il TIR si incastri ben bene (suppongo tra V e W) e risalgo la corrente kilometrica di auto fermate dal Genio-autotrasportatori.

Non siamo a Lucca e questo è l'inizio giornata. Incautamente non fiutiamo nel vento quel non so che di biscotti secchi incombenti.

Giovedì ho già attinto alle riserve spesa (grazie anche alla cioccolateria lucchese in via Cenami) il venerdì sarà di giri autografi.
Fortunatamente ho l'abbonamento, così saltiamo parte della fila e siamo dentro in orari decenti.
Di tutti gli autori, solo al Vernacoliere c'è fila libera e disegno live. Ovunque è deposito albo col proprio nome. Secondo giorno di fiera e ho meno albi con me di quanti ne possedevo al giovedì mattina (trad: han fatto lasciare anche albi non comprati lì e portati da casa).

Il clou della giornata sarà gestire la folla per Leo Ortolani in un manipolo: il grosso dei rattofili (e intendo fisicamente, già che si parla di Fuma e Gionata) arriverà solo a giochi finiti.

Leo ha traumatizzato profondamente Lucca, è bene chiarirlo subito.
Infatti sperando ti tenerlo calmo gli hanno fatto fare la locandina, "speriamo per gratitudine non dica che farà disegni ad libitum" avranno pensato. Ci sono riusciti.

Per far capire cosa intendo ecco qua un sunto della mattinata:
ore 10 Donald era già andato a parlare con la protezione civile prima ancora che arrivassi. Ha saltato l'accordo, è vero, ma vista la cazziata che non vedevan l'ora di farci, ha fatto il suo e ha fatto bene.
Già alle undici, mentre cerco di spiegare al mitico Poggi che "se lorsignori si accontentano e non disturbiamo, noi, umilmente ed inginocchio (ancora mortificati), saremmo disponibili a dare una mano, qualora servisse" mi giunge alle spalle il direttore della security-staff del padiglione espositori di Lucca... Al grido di "mi ricordo di te" (gringo! ... dannazione queste comparse scordan sempre la battuta)
mi chiede "cosa abbiamo intenzione di fare?"... mi ricorda cosa non "deve assolutamente ripetersi" e che "tutto sotto controllo, abbiamo già allertato polizia e protezione civile"...
- "ah bene!" faccio io
- "quindi siete da soli come lo scorso anno"...
gelo...

..."al massimo vi mando alcuni ragazzi a collaborare".

Da qui inizia una girandola di sudori freddi che sfocerà verso le 12 in una serie di chiamate penso molto fastidiose per chi le ha dovute ricevere (PERDONOOO), volte a scoprire quanti disegni avrebbe vergato la Venerabile mano.
Sempre più veloce vorticando, alle 13 siamo Io (con benestare del Donaldo alle libagioni), San Poggi, il ragazzone dello staff-security, il direttore della protezione civile in una riunione semovente che fa la spola tra la panini e l'ambulanza (inquieeeeetanteeeeee).

Pongo all'attenzione vostra, ora, il dilettevole siparietto innescato tra staff e protezione civile:
per 20 minuti, dico VENTI minuti davvero, hanno continuato a urlare sommessamente uno nel mio orecchio destro e l'altro in quello sinistro che "Sono loro (l'altro) a cui dovete chiedere il nastro di segnalazione per far formare la fila"...
La cosa riguarderà poi anche Paguro e Anja. Sì, succederà anche dopo ancora più palesemente.

La cosa si risolve tra semi-moccoli, risate di circostanza, Anja che emerge da non si sa bene dove con metri di cavo di segnalazione strappato e rubato da qualche padiglione (so che per smontare poi il padiglione è bastato ci si appoggiasse un bambino), soluzione che ci era stata prospettata come Unico modo per avere del filo... e soprattutto con il capo security che manda uno dei suoi a prendere "Non chiedere mi raccomando, tu piglialo e portacelo" il nastro.


Signori, abbiamo il nastro!
In pochi minuti è tutto spiegato ed organizzato e siamo pronti ad affrontar la pugna.
Termopili ad estrazione quest'anno!
80 fortunati estratti su cento divisi in due tranche!

Pochi ma buoni ci facciamo onore: la fila è rispettata, non è intasata la fiera... La Cate, gentilissima, approfitta del non essere riconosciuta e viene a fare quattro chiacchiere coi piloncini umani.
Già, è questa la novità di Lucca C&G quest'anno: un piloncino non si può mettere; non si può avere una transenna; figurarsi un minipaletto reggi nastro di segnalazione!
I piloncini sono stati umani.
Oppure dei bidoni dell'immondizia.
Cosa questa che espone a fin troppo facile ilarità e scherno... accomunare utenti di una fiera a dei ricettacoli di rumenta è troppo facile.
Soprassedendo anche sulla logicità secondo cui un'asticella ingombra più di un bidone dell'immondizia o di me (che non sono proprio minuto), mi concentro sulle perle:
---> discussione delle ore 12:30 in protezione civile:
"Signorina, sono venuto a parlare per Ortolani, mi hanno detto che vi dovrebbero aver già allertato da mesi"
Ella: "Eh, guardi siamo incasinati, sa, c'è Ligabue che presenta un coso"
- "sì, signorina, ma del fumetto di Ligabue non mi interessa, sono venuto per accordarci su come dirigere la folle per Rat-man... ricorda?? i 300 e più in fila... le transenne...?"
Ella:" guardi siccome c'è Ligabue non credo perché insomma cioè c'é Ligabue..."
- "Mi sa che sta confondendo Fiera del fumetto e concerti... Ortolani, Rojo, Pacheko, Romita... mi sa che Liga sarà l'ultimo dei pensieri dei presenti oggi..."
Ella, ancora: "No ma perché sa c'è Ligabue noi dobbimao pensare a cioè quindi non so"
- "Ho capito. Buongiorno. Scusateeeeeeee!! Chi è il capo qui?"

>>> (è op. cit. pedissequa, Lo Giuro) <<<

---> Retroscena (perdono!): Leo ha un numero contato di tavole e non sa bene come barcamenarsi perché poi ci sarà una sua conferenza. La presidentessa, manager, complice e moglie, insomma, La Cate (perdono se sono uno spifferone!!!) suggerisce un 70-80 da fare in 2 ore (questo avviene in zona Parma; lo racconterà poi Caterina in fiera mentre scambia aneddoti e facezie con noi della SecuRATy). A me viene detto "mah 70 0 80" al telefono e, da bravo idiota, penso Il SOMMO Maestro è rapido andiamo sul generoso e dico a Poggi "80! Ne farà 80 senza problemi" (accidenti a me)...

Dopo il doveroso antefatto
arriviamo alla successione di accadimenti intitolata "amazing stories (in Lucca)"
---> Leo arriva leggermente in ritardo rispetto alle 14:30 dell'inizio previsto.
Leo disegna con gaudio e calma.
--->La nostra organizzazione esemplare non ha tenuto conto della prospettiva su cui contavo per mettere fretta al Venerabile TURBO. La fila è una L il cui lato corto finisce dal Venerabile; il resto si accumula a lato dello stand, invisibile dal tavolo del Maestro.
Insomma, Leo vede 5 o 6 persone di 40. E' solo la prima metà quando inizia a disegnare. L'altra che doveva arrivare dopo un'oretta inizia a comparire verso il disegno numero 7.

Rimandiamo via momentaneamente e pressiamo ilVenerabile.
---> Arriva dalla folla una (si, unA) cosplayer di SKROTOS. COstume fatto peraltro con dovizia di particolari e discreta resistenza, bravissima!
Peccato che, un simile omaggio non possa non farsi passare.
Dietro al tavolo, ella viene condotta.
Innanzi al Venerabile viene fatta ergere.
... da questo momento cominciano venti minuti di teatrino.
La cosplayer trema emozionata, ha i lucciconi e balbetta.
Leo trema, ha i lucciconi e balbetta. Quindi abbracci, incredulità, autografi su ogni pezzo dell'armatura un disegno al volo dettato dall'euforia e...
E poi, con gli occhi di bambino la domanda del Venerabile giunge sconcertante:"Posso provare l'armatura?"
Vedere Il SOMMO Maestro vestire i panni dell'opera che un anno fa mi aveva commosso mi lascia incredulo. Vederlo partire, dopo un susseguirsi di flash che neanche per una finale di champions, tutto bardato verso l'interno dello stand Panini a caccia di qualcuno mi ha fatto spanciare.
Insomma, un bambino al parco giochi.
Da notare la bravura dei 2 cosplayer quando al grido della folla "alza lo scudo", prontamente hanno sollevato la lancia!!!(sono serio! Impersonando Skrotos hanno impersonato magnificamente il personaggio!)

Per staccare Leo dal costume hanno dovuto far urlare in Panini "Hey! Ma non è Romita quello?" per far allontanare la giovane ancora esterrefatta.
Nota cosplay ultima: Lei aveva anche il muso di scimmia disegnato col trucco sotto l'elmo. Tanta tanta roba davvero.


---> Si torna ai disegni con un ritardo accumulato fantasmagorico. Iniziamo a scalpitare.
L'uomo Security mi ricorda che qualora Leo marcasse visita alla conferenza sarebbero Swanstucker amari per tutti.
Così in un frenetico scambio di domande e supposizioni chiediamo al Venerabile quanto margine desideri e riusciamo, con scambio di radioline e telefonate a far avvisare l'organizzazione ottenendo 20 minuti di supplementari.
(può non sembrare, ma è stata convulsa)

---> A Leo non bastano. Dobbiamo trascinarlo via, ma da uomo d'onore e marcata generosità (o semplicemente da collaboratori imparentati con negrieri ottimisti) promette di tornare dopo la conferenza a finire il lavoro.

---> mentre molti di noi chiudono la retroguardia rispondendo a domande brillanti tipo "ma quando torna?"
- "finita la conferenza!!"
d: "e quando finisce?"
- "Quando ha finito"
d: " e a che ora è qui?"
- " ma sei un fan?"
D: " sì"
- "allora verrai alla conferenza!?"
d: "sì"
- "bene, quando finisce puoi tornare qui e ti fa il disegno!"
d: "Allora quando devo venire qui?"
...
Mentre, dicevo, lottiamo come tigri contro l'imbecillità (e sogniamo uno scolapasta in testa una spada di legno e una talpa folle al fianco) Donnie scatta come una donnola aprendo la strada a Leo, quasi lasciato in dietro, e a tutti noi, lasciati decisamente in prossimità del Via.
Siamo a difesa della Regina stavolta. Compito forse ancor più di valore.
Così mentre La Cate insegue Leo che insegue Donnie, noi inseguiamo loro, cercando di non farli travolgere dalla folla fieristica.
E' in questo frangente che assieme ad Anja, per non rimanere intrappolati nella folla di Halloween, accelero tagliando la strada a un mostro, il quale sobbalza e urla per lo spavento (Dopo la BattlestarGalactica, concedetemelo, è la seconda soddisfazione di sempre).


Alla conferenza siamo pochini ma decisamente buoni. Leo è divertentissimo e spoilera le prossime 7-8 uscite della RMC (se darà il benestare le avrete rivelate).
Momento di vero gaudio sono le domande: il presentatore è anche addetto a portare il microfono a gelato, il solo ed unico in sala.
Peccato che ogni volta torni a sedersi. Così tra una mano alzata e la domanda c'è tempo di seccarsi due pacchetti di scrocchia zeppi come niente.
Non solo: l'acustica della sala fa rimbombare l'audio in uscita dalle casse. Il Venerabile chiede di fare le domande senza microfono. Lui almeno ora sente; noi continuiamo a non sentire altro che borgorigmi.

La mancanza del Sovrintendente Plazzus si sente dalla prima domanda:

... Suspance... fermento...
... "Possiamo fare una foto assieme?"

Io e pecoratto non abbiamo avuto il cuore di fare qualche domanda che partisse dal "perché non fai pià le storie semplici di un tempo? ^________________^" giungendo al
"Già ne La storia finita RMC 56, così come in molti degli episodi seguenti, hai raccontato sotto molteplici aspetti il rapporto col personaggio Rat-man. Ecco, ultimamente sembra divenuto più conflittuale e alterno, con picchi di gaudio e comprensione reciproca ed altri di forte dissidio. Com'è cambiato in questi dieci e più anni il rapporto tra autore e protagonista??? Com'è oggi il rapporto con Rat-man e come pensi proseguirà, anche a fronte del numero ultimo in edicola???" (Leo, doveva essere la mia domanda che prevedesse - una risposta breve - ^_^)
Eravamo surclassati in partenza.

La conferenza finisce in tutta fretta, perché vogliono chiudere la sala.
Mentre alcuni vanno a far scudo sotto al palco altri cercano di aprire il varco verso lo stand.
Manca Donald e si vede: siamo fermi dopo 5 metri che siamo usciti.
Sotto un porticato Leo si gode una pausa firmando albi e chiacchierando.

Torniamo allo stand con calma. Prendiamo anche il tempo di immortalare il Venerabile accanto al poster gigante delle Winx tra gente che guarda perplessa ( e commenta in modo deprecabile... sapessero chi è, forse farebbero ressa come i due che riconoscendolo mettono mano a un taccuino e al loro miglior sorriso).


Allo stand Leo non ha posto per disegnare: ci sono tutti quelli dell'albo di Ligabue, poco assediati a colpo d'occhio. ^__-
C'improvvisiamo anche mastri operai ed i due lunghi (pecoratto ed io) tiriamo giù due bancali su cui al volo viene avvitata una tavolozza di legno grezzo. Il Venerabile disegna lì e mantiene le sue promesse.
Dei vari che ancora attendevano un disegno, pochi si presentano. Va di lusso così agli astanti che hanno occasione di farsi autografare albi e scambiare qualche battuta con un Leo ormai stremato.

Il venerdì fieristico volge al termine.
I prodi della SecuRATy vanno a incontrare il resto di listaioli per andare alla prima cena modificata in corsa dalla spiata di un distratto (ora posso dirlo) che ha guardato sì i costi (non si sarebbe cenato con meno di 30 euro su per giù) ma ha dimenticato di vedere cosa davano per quella cifra. L'anno prossimo IO a mangiare -chianina alta tre dita, trionfi di cinta senese alla griglia, fior fiore di porcini freschi fritti in antipasto e poi adagiati tra un intreccio di spaghetti alla chitarra- ci vado per quella cifra!

Ci ritroviamo quasi tutti. Abbracci e feste e discorsi. Aperitivo sotto un tendone mentre sentiamo Cristina D'Avena cantarci un sottofondo piacevolissimo all'infantile cuore di noi tutti eterni mocciosi.
Quindi è la cena, prologo e controllo qualità di quello che sarà l'indomani.
Al Pettirosso Vindipendente mi son sempre trovato bene, spero anche chi ha subito le mie scelte culinarie. Approvazione al vino delle terre dei miei cosplayer di One Piece preferiti!
Ovviamente è tRATtoriata e non può andare tutto bene: il Fuma, si siede e con un colpo di labbro che SoloLui intruppa nel calice da degustazione mandandone in frammenti stelo (asta) e piattino.
Mentre io cercavo di sprofondare, la serata iniziava la sua conclusione.


Non sto a dare dettagli sulla cena o sul ritorno con tutto il plotone (tra cui Ancalagon che per non disturbare -sciocco!!! next time CHIAMA- ha fatto nottata alla stazione di Pisa, così da essere presto in fiera per il torneo).
Sappiate che quando, giunti a casa ci siam detti "beh, andiamo a ninne?" è iniziata la giornata.






DRIIIIIIIIIIIN!
DRIIIIIIIIIIIIIIIN!
DRIIIIIIIIIIIN!
(cell calzynico che trilla)
"Pronto?"
GiovaLaroccia (che era con noi a cena ma che per poter lavorare serenamente era partito prima tornando a casa sua, oltre Follonica): "ciaooo..."
-"Che succede?? coem va il viaggio tutto bene?? ... viaggiare con 'sto tempo!"

nota: era diluvio sia giovedì che venerdì.ho girato in fiera con un zaino con dentro un sacchetto con dentro un sacchetto in cui mettere i sacchetti degli acquisti e dopo 3 ore di fiera lo zaino esterno lasciava gocce sul primo sacchetto interno...

G: " Bene bene, viaggio tranquillo sono a Cecina eeeee..."

G: "indovina di chi è il banco posta che ho appena trovato sul mio sedile passeggero?"
G: " C'è scritto P**** FUMA****, lo conosci???"

- "n-o-n c-i c-r-e-d-o"


Sono seguiti tra sfottò e precipitevoli vestizioni e rimpianti e accidenti e, diciamolo, tante risate per come Amon-Rat ci vegli così da vicino.
Poi è seguita anche una volata in macchina alla ricerca del postamat perduto.

Rientro placido, con tanto di safety car della stradale, sorpassata a "passo d'uomo e un quarto" per evitare il colpo di sonno andando a 90 in rettilineo alle 3 del mattino con due giorni di fiera incarogniti alle spalle...

Giunti al fine al letto il venerdì fieristico era concluso. Eravamo solo a metà dell'avventura.

lunedì 10 novembre 2008

Luccornie GIORNO I

Lucca C&G è sempre una grande avventura ed un'esperienza da incubo e da sogno assieme. Specie se si indossano, anche solo spiritualmente, una maglia gialla ed un cappello orecchiuto. Anche se la veste è un santino ambulante di Don Zauker portato con fiera disinvoltura.

Subito all'ingresso c'è da affrontare la logica fieristica secondo cui 5 botteghini sono dedicati agli ingressi giornalieri mentre uno solo è per chi deve fare l'abbonamento.
Il soffio di ragionevolezza che offusca la tua mente, lettore, svanirà considerando che giovedì 30 ottobre, a Lucca C&G pioveva dalla spruzzatina alle secchiate furiose. I soli presenti, bagnaticci ed ombrellati, erano figuri con zaini impermeabilizzati come solo chi ha visto McGyver sa immaginare; persone tanto malate dentro da essere interessate alla fiera a discapito del diluvio.
Tutte persone, o quasi, in coda per l'abbonamento tetravalente... vaccino anticoda provato.

Perché dunque, con una fila per abbonati già discreta, non abbiano non dico invertito ma almeno destinato un baracchino (di 3-5 disponibili due eran vuoti sempre) in più ai tapini sotto l'acqua rimane un mistero.

Anche quest'anno l'accoppiata biglietto da esibire SEMPRE + braccialetto ogni giorno di colore diverso è stata confermata.
Interessante, ma indubbiamente dolorosissima: la colla sul braccialetto ha la capacità adesiva della tela di Spidey mentre il nastrino ha l'anima in adamantio.
Pertanto: allacciare da soli il bracciale garantisce lembi di pelle e peli invischiati nell'operazione con conseguente ceretta che si ripropone ad ogni moto del polso per circa 7 ore; farsi allacciare il bracciale garantisce una chiusura stretta e salda che offrirà dolore immane in caso di tentativo di togliersi il bracciale tramite banale trazione laterale (perpendicolarmente al braccio). Conseguirà una lesione tipo sacchetto della spesa che si allunga ed ecchimosi sparse il giorno dopo, tante quanti i tentativi prima del saggio acquisto di forbice, o mannaia.Nel peggiore dei casi il bracciale vi sarà allacciato ben stretto. Il calore della fiera farà arrivare sangue alle vostre estremità causandovi così un ristagno ematico spropositato con blocco della circolazione, necrosi, gangrena e caduta del braccio. Nota positiva, per tagliare il braccio non servirà più la mannaia.

Il primo giorno di fiera sono stati acquisti e grandi sguardi in giro. Un giovedì in cui esaurire troppo presto tutto il budget previsto. Cosa per certi versi eccellente: tempo da dedicare a servizio d'ordine, amici e code per le firme!
Gadget più edificante visto la lattina dello Slurm (Futurama), fumetti su cui più ho sbavato le absolute editions americane di Watchmen e Sandman, Gadget più bello acquistato lo Yatterman (il gioco a T con filo e palla di Yattaman).
Fonte imperitura di incavolature per quanto è complicato, ma appagantissimo per la mia nerdaggine otaku!

Spassosissimo il tempo al banchetto Paguri, cordialissimi coi blogger e con le phyae come non mai. Il nuovo DZ è geniale. Peccato il disegno richiesto da Giova del Papyno che moccola non sia stato poi realizzato, sarebbe stato una gioia assistere!
Sublimi le magliette fatte appositamente dagli autori.
Sulla mia scrivania c'è l'adesione alla campagna "Un moccolo per la vita", di cui sono orgoglioso sostenitore.

Lodi sperticate a Mario Cardinali, solo per il fatto di essere chi è. La mia caccia al geniale Federico Maria Sardelli (sono 3 anni ormai) non ha avuto successo in questo giorno, ma siamo all'inizio.

Pezzi interessantissimi tra i gadget, le lattine di Slurm e la mitica Palla Numero 8 da interrogare. Il mio cuore invece è rimasto con la felpa del tiger mask fighting team.

Nota commerciale: erano presenti in fiera anche il numero 1 e 2 di Rat-Man edizione tutti frutti a 250 eurozzi il primo e 300 il secondo!

Momento topico di quel giovedì il rientro a casa con Giova e l'agognata lettura del Nuovo Ratto. Il tutto mettendo a posto le ultime cose di casa, stipulando accordi lavorativi, facendo la spesa per le barrette Igor di Kovalic (fatte poi solo in settimana e veramente ECCESSIVE).
RMC-69 "E ora Rat-Man!" è veramente bellissimo. Avrete di che complimentarvi col Venerabile per giorni; questo vale sia per quanto disegnato che per quanto scritto.
Consiglio per tutti: in attesa che arrivi in edicole e fumetterie rileggete i cinque numeri precedenti perché quest'esalogia è decisamente una sola storia.

domenica 9 novembre 2008

luccornie

arriveranno nei prossimi giorni i racconti sulla 4 giorni di fiera del fumetto e del gioco Lucca C&G.
I resoconti saranno divisi per giorni perché già così sono spropositatamente lunghi.

La loro presenza qui è in veste di "eternal pose"... di facilità di recupero e lettura da ben precisi utenti.

Molto del resoconto verterà sulle esperienze rattofile. Questo perché è con costoro che condivido la mia più profonda nerdaggine, perché è con questi amici che riesco a divertirmi nonostante la bolgia di cui possa essere capace una fiera.

Solo pochi amici veri hanno resistito alla mia insopportabile nerdaggine da fiera senza mandarmi a cagare. Per sempre grazie a tutti loro!


Intanto,

tanto per farvi capire di cosa si parli, ecco un assaggio di quanto accaduto un anno fa



e così finì quell'epica fila

sabato 8 novembre 2008

subito il pezzo forte ed IMPORTANTE

Di questo troverete racconto dettagliato in settimana al III giorno di resoconto lucchese.
Però l'iniziativa è per beneficenza e soprattutto il pezzo vale assolutamente la pena!!!
è un disegno di Leo Ortolani fronte retro gigantesco e unico e irripetibile.

Rarissimo!!! e bellissimo!

A ragione e logica dovreste andare al Rat-Man's Fans Club, per avere tutte le spiegazioni, immagini, notizie. Ma sono buono e, per i più pigri ecco cheeeee...


vi linko tutto
qui trovate il poster in vendita su ebay
http://cgi.ebay.it/ws/eBayISAPI.dll?ViewItem&item=270299266625


Qui invece alcune immagini un pochino più ingrandite
il LATO A e il LATO B


qui sotto la preview del lato B



mentre invece il ricavato andrà a dare una mano a questo interessantissimo progetto
changamano

Il tutto è promosso dal Rat-Man's Fanclub per i suoi dieci anni. L'indirizzo è qui accanto.
La pagina dell'iniziativa, per i facenti parte al FC è qui

estemporaneo

Se al sesso togli la poesia
divien solo squallida
macelleria

venerdì 7 novembre 2008

NPDV

Ieri c'è stata la prima di Non Perdiamoci Di Vista, nuovo one man show di Paola Cortellesi.

Premesso che sono fortemente di parte, poiché l'ammirazione che nutro per Paola Cortellesi ha dell'incredibile.
Devo proprio dare un grande sostegno alla trasmissione in prima serata del giovedì di RAItre.
Certo, alcuni tempi e movimenti tecnici necessitano ancora di essere perfezionati, ma la sostanza c'è: fresco, rapido, con un gran ritmo. Forse un pelo troppo cantato per i miei gusti, ma le abilità canore della conduttrice e gli ospiti erano decisamente di mio gusto, pertanto ho goduto anche quello.
Momenti decisamente seri, momenti di riflessione, qualche stangata...

... e poi c'era anche il saluto per sordi "devasto Style"!!!!!!!

Decisamente molto, MOLTO meglio di tutto quello che la tv ci sta propinando negli ultimi mesi.

Decisamente NPDV!!!! (che inizia, peraltro, dopo la copertina di Travaglio ad annozero; ottimo)



Nota teleguida:
Si delinea così, ad uso e consumo della modalità faccialibresca secondo cui "facciamoci i cavolacci altrui", una sorta di mia settimana televisiva...
>Domenica CROZZA
>Lunedì attesa per CALIFORNICATION (che però tra il sonno e vari casini non mi è parso di vedere, se l'hanno tolto mi ammazzo il buonumore!!!
>Mercoledì 30 minuti per SCRUBS poi deserto
>Giovedì NPDV

quattro giorni su sette graditi... è quasi record.

giovedì 6 novembre 2008

MC

Non si parla di Rap stasera, ma di scrittori.
E' morto Micheal Crichton.

Tutta la televisione italiana lo ha ricordato per JurassicPark e E.R.
... ecco, io lo ricordo per molto, tutto, tranne quello.


Già, mi è molto dispiaciuto che se ne sia andato così presto uno scrittore a cui molto deve il ragazzino disinteressato della lettura di molti anni fa.
Sono stati proprio i libri di Crichton a farmi riscoprire da adolescente il piacere della lettura. Libri come CONGO, IL MONDO PERDUTO, PUNTO CRITICO... libri dove se si vinceva la sfida di reggere alle introduzioni lente, ma estremamente interessanti nei dettagli tecnici, si scopriva un'avventura vorticante ed avvincente.

Punto critico... il libro che mi ha fatto svanire quel vago timore che avevo ogni volta che prendevo un aereo.
Timeline... il libro grazie al quale ho capito che se il mio spirito è molto medievale altrettanto non può dirsi per il corpo; il libro da cui ho attinto inizialmente per capire di più il concetto di viaggio nel tempo... Einstein e Minkowski al diploma dopo Crichton a 16 anni... Un bel salto!!!

Insomma, il mondo ha celebrato lo scrittore di cui meno sentirò la mancanza, così ho trovato giusto dedicargli un frammento mio. Grato per la lettura ritrovata e per l'interesse decuplicato alla scienza come avventura (rimarrà per sempre un'ideale fantastico il professore di ingegneria, o fisica forse, de "Il mondo perduto").

Grazie Crichton; addio, anche. Mi mancherai tantissimo.

giovedì 30 ottobre 2008

il fondo di verità

L'attuale presidente del consiglio è un genio. Del male, come molti. Un bastardo per una discreta fetta di italiani... ma bisogna ammettere che portarsi ad un dominio simile con un sorriso su quella faccia da c**o lui e con un sorriso simile noi mentre lo pigliamo in c**o, ci vuole abilità.

In questi giorni si discute dell'ennesima perla di genio del governo.
Siamo arrivati agli scontri violenti.

La prima cosa che ho pensato è stata " E ormai manca poco a ripetere Genova..." e quasi il conato di vomito si sparava sul muro invece di rimanere una punta d'acido fitta e schifosa.

Poi però sono toccate le interviste del PdC che ha asserito che la legge Gelmini di fresca approvazione non tocca le università. Frase che puzza di balla da imbonitore peggio che Mike Bongiorno.

Però una mezza verità, in questo sfacelo di pustole fecali icorose, l'ha detta (accidenti a lui!): "queste manifestazioni sono strumentalizzate".

Scusate tanto, ma è vero: Il periodo è comodo.
I partiti di sinistra han finito vacanze.
I partiti di sinistra han già definito gli accordi e firmato le leggi comode a tutti (loro).
Le scuole non sono a fine anno.
E' il periodo dell'autogestione...

"Novembre è il mese dell'occupazione" era una frase ritrita al Liceo.
Ora che sono all'università ascolto la tv e mi sembra di tornare in dietro di anni.

Perché novembre è un mese meno pericoloso di giugno o luglio o agosto...


Perché questo mio sproloquio???
Semplice! Perché la tanto contestata Gelmini non è che lo sbocco naturale di una strada intrapresa a Maggio dal governo neoinsediato. Ricordo ancora la chiusura di una puntata di Crozza Italia che denunciava il dirottamento dei fondi per la ricerca universitaria italiana nelle casse di Alitalia per tamponare il deficit della compagnia di bandiera. Si sapeva. Si poteva facilmente prevedere, dunque, che si sarebbe arrivati a un simile sputtanamento dell'università italiana. Sono anni che viene depauperata anche di valori magistrali...

che dire?
Per me era palese.
Come palese è che a Maggio non faceva voglia o comodo a chi doveva far partire l'insurrezione di creare scompiglio da subito. A maggio, quando ancora si doveva inventare un governo ombra per aumentarsi gli stipendi, quando ancora le leggi per salvare le politicanti chiappe andavano siglate, quando gli studenti erano sotto esami (e poi vacanze).

Insomma, Quel grandissimo maleficio che è merdolo ha detto una cosa vera: "è strumentalizzata" e questo tinge di un colore vermiglio vivido gli scontri di oggie quelli futuri.
Le coscienze non fanno più parte di quel mondo.
Un mondo che, lo dico per esperienza, è lo stesso delle rappresentanze studentesche attive universitarie.
Le feste le paga un partito, le elezioni pure.
Partito ordina gruppo universitario esegue. In un grande pot pourry escrementizio di cui la ricerca italiana (ed i suoi cervelli) viene lordata.


Se di tutte le balle subite e ingoiate, se dopo tutta la merda ingoiata, il nano arriva a dire la verità... Signori, Signore c'è di che preoccuparsi: l'Italia è divenuta a tutti gli effetti un posto di falsi autenticati. Un posto di merda.

lunedì 27 ottobre 2008

difetti e soddisfazioni

Se c'è da preparare qualcosa, anche uno stupido scherzo, se lo faccio per qualcuno a cui tengo ci metto l'anima.
Di qui un difetto enorme: se sono concentrato tendo a eliminare toni dolci e a diventare suscettibile agli errori. Così mi incavolo come una mina se non riesco a far piegare dello scotch come vorrei o rispondo con tono sgarbato se mi viene tenuto male del cartone.

La cosa mortificante è che se va bene me ne accorgo poco dopo. Altre volte ho offeso persone senza neppure accorgermene.
Chi mi conosce e vuol bene tollera, ma non posso fare a meno di sentirmi in colpa quando ho la sensazione d'aver trattato male immotivatamente.

La controparte però è che la dedizione aiuta anche nelle minchiate... e così vedere arrossire una neo dottoressa di fronte all'ennesimo scatolone misterioso, temendo sia quello il contenitore in cui verranno saldate le promesse, è una gioia notevole.
Sarò uno stupido perditempo, ma dedicare del tempo a un amico mi sembra sempre tempo ben investito.
Peraltro veder coronato un progetto (che magari ha previsto due settimane di lavorazione di cartapesta e cemento... ) rincara la sensazione d'appagamento.


Questo per giustificare e scusarmi. Passato recente o lontano conta poco, ma è giusto si sappia che non è voluto. Forse è anche accettabile così, almeno fin che nel mio essere sgarbato e nevrastenico riesco a ottenere di accendere un fuoco o cucinare per tante persone o improvvisarmi artista...
Sono sbagliato, non lo nego, ma nel mio essere sbagliato riesco a dare il massimo talvolta e questo innesca un dilemma.

"Houston?? Abbiamo un problema..."




Chi invece problemi ne ha avuti parecchi ma è riuscita ad lasciarseli alle spalle con tutto il suo pessimismo è la neodottoressa in questione. Forse la vera soddisfazione è stata vederla ottenere quello in cui non voleva credere nemmeno lei.

Perché riuscire ad attorniare persone molto legate a sé è una virtù preziosa che dimostra che per quanto si cerchi una maschera di bastarda non ci si può disfare di un ripieno cremoso.

Time goes by

sono passati parecchi giorni, il blog non è aggiornato.

sono passati molti giorni, ed il tempo sembra fermato: nulla cambia, niente sembra progredito, mi sento sempre immobile nel mio stallo... vuoto sotto i piedi e sensazione di incombente precipitare...


Eppure sono successe tante cose, tante da non lasciarmi da rifiatare, tante da levarlo persino il fiato.

Così eccomi qui, con una nuova magia in arrivo che mi stravolgerà nuovamente e tanti momenti alle spalle. So di essermi arricchito in moltissimi modi. So di aver trovato nuovamente qualche entusiasmo.

Lo so. Perché so e sento che tutto questo è andato da qualche parte; è li che gira e si nasconde senza ancora saltar fuori. Ma c'è.
Eppure mi sembra di essere ancora a due settimane fa... o a settembre




Vorrei tanto avere un secondo me stesso ce possa restare a contemplare e godere e farsi perfondere d'ogni vissuto. Quando i giorni ti passano attorno e a stento te ne accorgi devi solo sperare di non perdere nella frenesia gli attimi preziosi.

Mi piace essere sovrimpegnato e teso nel dover gestire troppe cose: è una sfida entusiasmante. Ma sarebbe perfetto se le troppe cose andassero a una velocità che permette di apprezzare anche il durante della sfida... che a volte non ricordarsi di guardare le nuvole al mattino o le stelle rientrando a casa, annusando il vento di legna ardente, è perdere qualcosa di molto più importante del resto del giorno

domenica 12 ottobre 2008

pargoli

In generale, non amo i bambini. Con la loro fantasia, coi loro occhi, sembra riescano a vedere il mondo in modo più lineare e semplice di qualunque adulto... immacolati: spesso ancora intangibili dal senso di malvagità che l'homo sapiens sapiens ha una volta "maturo".
... sembrano capire più di quanto la norma preveda di fargli capire. Mi verrebbe da trattarli da pari, ma mi chiedo se capirebbero tutto; mi chiedo se capirebbero tutti, soprattutto.

... e così mi risultano ansiogeni: non so come pormi.

Questo i bambini in genere.

Altri, quelli spocchiosi e maleducati, fanno parte di un'altra categoria alla quale appartengono proporzionalmente anche i genitori. Ecco, per quelli il mio istinto prevederebbe una semplice cura.



applicazione singola sul pargolo; applicare 2 volte al dì per 15 gg negli adulti ^__^

venerdì 10 ottobre 2008

promemoria per una fine

A tutti, prima o poi, capita nella vita di chiudere una relazione. Ad alcuni è capitato, ad altri capiterà.
Tutti però si dovrebbe sempre tenere presente questo...


perché come detto nei giorni scorsi, un amore è bello viverlo... e dell'amore è prevista anche la fine a volte. Perdere il dolore, proprio ma soprattutto dell'altro, è una cosa fin troppo facile perché non ci rende conto dello strazio causato. Così anche da poter apprezzare l'amore che si è ricevuto.
Non solo, è propedeutico in chi viene lasciato poter vivere errori e incomprensioni, così da comprendere sulla propria pelle errori e dissidi, così da poter almeno tentare.
Tutte le spiegazioni possibili, date in quell'unico momento non saranno mai del tutto recepite o metabolizzate.

Bisognerebbe parlare. Prima dell'irreparabile possibilmente, ma anche dopo. Giusto per non cancellare con un colpo di egoistica spugna tutti sentimenti che univano.
Far sentire insignificante chi si sentiva amato è forse il peggior colpo da infliggere.

Andrebbe sempre tenuto a mente.

martedì 7 ottobre 2008

affettati

Uno dei film più belli ed introvabili che ci siano è secondo me "Caruso Paskowsky di padre polacco" di e con Francesco Nuti, autentico genio ormai uscito di scena.

In Caruso ci sono un sacco di perle memorabili e spunti di cui voglio parlare in questi giorni. Inizio con un frame hostato in quest'anno sul tubo da qualche anima pia.

Al pezzo si aggiunge un QUIZZONE, perché qui è tagliato il salume radicale: chi se lo ricorda????



Vi inviterei a ragionare anche sulla liberalità della coppa e sul mettere le salsicce tra i repubblicani.
Sì, la coppa è proprio liberale.

A voi ogni spunto da approfondire.

lunedì 6 ottobre 2008

polemica minuscola

I congressi d'aggiornamento ed approfondimento sono sempre qualcosa d'interessante, perché offrono spunti di confronto e riflessione. Inoltre ci sono sempre tanti gadgets!!! (non sempre, spesso... U_U)

Purtroppo alcune volte sembra di esser lì solo per il gadget.

Ecco, alcuni congressi-convegni dovrebbero esser preparati come tali, altrimenti sarebbe più opportuno definirli seminari di ripasso.
M'immagino professionista pagante per una lezione accademica.
Vorrei altro, vorrei di più. Perché ripassare le basi e sentire quello che sui manuali è presente da anni, senza note pratiche e personali, con consigli e innovazioni e trucchi per uno studente è oro ma per un parigrado penso sarebbe deludente.

Mi mancano i relatori con le palle quadrate e innovative!!!!

mercoledì 1 ottobre 2008

sopravvivo

Trascrivo stralci di una chattata per descrivere un concetto poiché stavolta ho trovato le parole!

Talvolta ci si sente chiedere cordialmente "Come va?". Spesso ho avuto la tentazione di rispondere con sincerità; talvolta l'ho fatto. "Sopravvivo". Alcune volte l'ho detto, ma non so quanto questo venga compreso.
Sopravvivere a volte è un concetto che esprimo sorridendo, per dissimulare eventuali imbarazzi che il concetto nella sua forma più veritiera potrebbe suscitare.



mi sento abbastanza in sintonia da poter dire che non me la passo bene senza dovermi sentire giudicato o frainteso
penso tu possa capire bene cosa si può intendere con "sopravvivo" senza pensare
che voglia suicidarmi
o che ci debba essere una causa precisa o definita e imminente

è una sensazione
tipo charlie brown
resti sveglio nel cuore di una notte a porti domande e con una sensazione strana addosso e senti una voce che ti dice
"ci vorrà più di una notte" e pensi
beh io intanto sopravvivo
poi andrà meglio



Sopravvivo reca in sé un'inquietudine di fondo a cui è difficile dare spiegazione. Ma è lì e si fa viva. Aleggia d'intorno e dentro. Sopravvivo è una condizione in cui non si lascia sopraffare da quello che si sente fuori posto. Manca allegria dentro, mancano entusiasmi e slanci. E' cattivo umore del tipo più uggioso. E' attesa e desiderio che vada meglio. Forse è un po' piangersi addosso, forse è più sensatamente una fase in cui si cerca di raccogliere le forze, trovare spiegazioni e di lì spiccare il volo.

martedì 30 settembre 2008

sorriso piccolo piccolo

Questa canzone l'ho sempre conosciuta per l'intro. E' sempre stata fortemente terapeutica, la classica melodia che riesce a strapparti un sorriso.

Un sorriso piccolo che ti rimette al mondo anche solo per un momento. E' qualcosa di prezioso.
Ci sono persone, ci sono fotografie, ci sono cene, ci sono melodie.
Avere un jolly per un sorriso piccolo piccolo è utilissimo. Nel momento più uggioso della settimana sarà quello che vi terrà lontani da gesti estremi, un istantaneo memento al gradevole della vita.

Il Video degli Augustana è riuscito a strapparmi un sorriso non solo attraverso la melodia.




L'immagine molto piacevole (per quanto terrificante, poveri strumentiiiii!) della spiaggia invasa di pianoforte e del suonare travolti dall'impeto dell'oceano mi ha davvero conquistato. Il paragone con le nostre distese di ombrelloni è stato immediato: quanto sarebbe più bello se fosse tutto strumenti!

Poi un passo del testo mi ha estremamente stupito " I think a need a sunrise, I'm tired of the sunset" .
Credo sia un modo eccellente di esprimere la voglia di cambiamento quando si sente il mondo attorno chiudersi addosso. Ci si spegne coscientemente. Incapaci di afferrare il proprio destino neanche fosse sabbia di clessidra. Così l'unica speranza è andarsene, scappare.

Scappare...

Credo che scappare sia un sistema per rimandare, per svicolare. La sola cosa davvero giusta è cercare un'alba da cui ripartire. Perché il mondo è sempre lo stesso ovunque, ma i giorni mai. Simili al più, ma mai uguali.

Così, se fino a ieri andava tutto bene oggi deve andare di più. che da domani bisogna darsi da fare per cercare un albeggio su misura.

lunedì 29 settembre 2008

e va ancora in onda

Lo ricordate???

era una delle trovate più esilaranti e ben congegnate dai Gialappi



L'intelligente, puntata del 17-10-06. Incredibile quanto sia ancora attuale e plausibile. Soprattutto è triste tanto da doversi infuriare: due anni di nulla... ho reso persino di più io all'università dello Stato italiano!

domenica 28 settembre 2008

cogitar solitario

di seguito a ieri. Forse di seguito a un anno fa anche.

Non so...



Periodo strano Settembre, empiricamente considerabile un mese difficile per i sentimenti.

La canzone citata ieri ha un testo che avreste facilmente trovato qui un anno fa. Invece arriva oggi. Forse non è fortuito. Forse, come dice Oogwai "Il caso non esiste" e così mi ritrovo a vedere vissute emozioni che conosco ancora bene.



Perché allora rivangare impressioni vissute, dolorose, e ormai superate, come quelle della canzone di Rhett Miller -Come Around- ????

Semplicemente perché a distanza di un anno dalle stesse identiche precise sensazioni sono ancora qui. La vita è andata avanti e per certi aspetti individuali è persino migliorata.
Ricordo ancora l'abito - non abito con cui crollò il mondo d'intorno.
Beh, francamente sto ripiastrellando il bagno intanto che mi godo il sole in veranda!!! Insomma, è vero. Crolla tutto. Ma si ricostruisce. Piano e con enormi sforzi, che talvolta le macerie sono proprio pesantissime che verrebbe quasi da sedersi e piangere... tutti soli e tinti d'ombra.
Ma anche nel momento più triste e solo, oggi, mi sento di garantire che Va tutto bene, come l'altro giorno.

Perché la vita è una parte magnifica dell'esistenza e non è mai detto che chi chiamiamo attorno in quel momento sia la mezza mela Platonica.
Dovremmo limitarci a prendere coscienza che per quanto "Destinati a vivere da soli per il resto della vita" dovremmo soltanto impegnarci e vivere e con lo scintillio del nostro sorriso (ex fatiscente) continuare a "chiamare attorno".

Se la nostra metà esiste, arriverà.

O non arriverà mai. L'importante è esser stati felici in sua attesa per poterle raccontare buone storie felici. L'importante è riconoscerla se arriverà e non aver preso impegni inscindibili prima di averla trovata.

Per il resto, quando si è soli va tutto bene.
Anche la solitudine, credo,
non è altro che un'aumentata percezione della realtà.

sabato 27 settembre 2008

vagar solingo

Riprendo un discorso vecchio, trovando lo spunto col video giusto che piùgiusto non si può.

"... perché niente è peggio che sentirsi soli, pur avendo un sacco di persone attorno."



oppure nella versione originale qui

Ecco, credo sia successo a tutti di sentire quella mancanza tra le mani ed il petto di avere qualcuno da stringere, qualcuno con cui confidarsi e da cui sentirsi compresi a fondo.

Sentirsi soli nel profondo, distanti da chiunque... Nessuno capace di scalare la rocca in cui ci si è rinchiusi.
E' doloroso talvolta sentirsi così soli.

Ma come il Dottor Dorian credo le persone non siano fatte per esser sole; eppure credo anche che la solitudine e la coscienza di questa condizione siano parte integrante e distintiva dell'uomo. Siamo soli. Sempre e comunque, contro tutto. La nostra individualità è imprescindibile e quando incalza quel senso di marginalità perimetrale del mondo è solo una testimonianza di una non totale capacità di far forza su noi stessi.
Forse quando mi sento così solo è semplicemente un incompleto ascolto dato a me stesso. Quando mi deciderò a gravare tutto il peso sulle mie sole spalle e gambe, forse, troverò la capacità di non sentirmi più solo. Forse non sarò più una compagnia sgradevole.

venerdì 26 settembre 2008

sul matrimonio

Sfrutto parole altrui per sottoporvi un ragionamento che ho trovato molto interessante e condivisibile:

"- Non darle retta, bisogna sposarsi con l'uomo che ami. Io ho fatto un matrimonio d'interesse. Risultato? Non ho mai saputo cos'era l'amore.
Perché l'amore è il contrario del buon senso.

- Il matrimonio è come la roulette: alle volte vinci, alle volte perdi. Anche se si è molto innamorati, può sempre andare male...

- Sì, ma in attesa che vada male si ha il tempo di essere felici."

da "Taglia e cuci" di Marjane Satrapi


Ecco, credo l'ultima frase dovrebbe essere tenuta a mente più spesso possibile. Perché in amore fin che si vuole si può sempre trovare il peggio, si è sempre in tempo a vedere tutti i lati negativi o, peggio, attenderli. Se tutto il tempo speso a crucciarsi di "quel che potrebbe essere se..." lo spendessimo di più nel gioire della persona di cui siamo innamorati, avremmo così tante lucciole gioiose e felici a illuminare le tenebre di una amore infranto da poter ripensare al passato con un sorriso.

La cosa più bella che si possa fare di un amore è viverlo.

giovedì 25 settembre 2008

affettuoso

Per chi sa intendere


un bacio dal profondo dell'anima a sfiorarti le palpebre

un sussurro delicato che ti dica "va tutto bene"
Persona Preziosa;
sei tutti i miei sogni



Queste parole sono per chiunque abbia bisogno di un sorriso regalato senza nulla in cambio. Piccolo, dolce dono per chiunque avrà piacere di riceverlo.

martedì 23 settembre 2008

caffè nero bollente

Da bambino trovavo il caffè la bevanda più disgustosa del creato. Quando sentivo parlare di un qualche uomo del passato che aveva scelto di morire bevendo cicuta, bevanda amarissima, io associavo la mortale bevanda a quello stesso fluido di cui sono oggi dipendente.

Non che oggi trovi il caffè più buono di allora. Venticinque anni trascorsi e ancora, al primo fluire tra le labbra, un brivido tra l'orrido e il disgustoso m'invade dalle papille gustative.

Mi sono soffermato per un attimo di questi pomeriggi d'uggia d'autunno bellissima a riflettere sul perché mai mi ostini a bere caffè non amandolo.


Mi sono ricordato di quando ho scoperto il caffè.

Ero diciottenne o poco più, ultimo anno di liceo scientifico o poco meno. Come già spiegato era per me il periodo magico in cui tutto attorno mi rifluiva tra i sensi come incanto senza sosta. Il caffè era strumento fondamentale per poter vivere tutta la vita che volevo senza accusare troppo settimana continue di massimo cinque ore di sonno a notte.

Utilità dunque??

Senza dubbio.
Tuttavia c'era e c'è di più. Già il caffè causa disgusto, privarlo dello zucchero è una mossa antistrategica. Lo è in apparenza soltanto, per quel che mi riguarda.

Inizialmente non addolcivo per erronee credenze dietetiche in breve corrette. L'amore per gli zuccheri è tornato, il caffè è ancora amaro qui di fianco al monitor.


Finalmente oggi ho ritrovato un perché valido.
Sono quasi dieci anni che bevo caffè nero bollente. Dieci anni di ustioni alla lingua e di attese perché intiepidisca. Dieci anni di amaro in bocca gustato.

Sì, gustato. Perché dopo il primo tentativo di dolcificare il torbido liquido ho appreso una cosa privata e intima col caffè: il caffè è come la vita. Di primo acchitto sembra imbevibile, amaro ed acre, incandescente... Ma se dopo qualche attimo di contemplazione e preparato al bollore vivi l'amaro, ti troverai innanzi a effluvi e note di cui è dolcissimo fluttuare nel gusto.

Per questo mi piace così nero, bollente e abbondante: perché per quanto melmosa amo la vita e assaporarla con entusiasmo.

Il mio monito quotidiano...

domenica 21 settembre 2008

confini

Non so bene spiegarmi da quando accada, ma in questi anni ho sviluppato una tendenza che non amo troppo: prediligo vivere ai margini di alcune vite altrui. Non so neppure se classificarla come superficialità (come ascoltare poco attentamente certa gente) o misantropismo o diffidenza. Non so.
Non so altro se non che non la sento troppo mia.

Però è così. Generalmente accade quando ho idea di aver compiuto o detto un qualcosa che mi fa sentire il rapporto d'amicizia in fieri come in crisi. Io incomprenso, io maldestro, altri fraintesi, altri meno affini del previsto... è un'alchimia.

Il risultato è che percependo una qualche non ben precisata e possibilmente immaginaria tensione subliminale il me di oggi tende a congelare ciò che era con un passo indietro.
Distaccarsi appena dalla frequentazione e da quel livello di confidenza percepita per tornare ad un maggior distacco. Questo permette talvolta di mantenere decente e sorridente il rapporto.

E' un comportamento che non amo se trovo un momento di lucidità per analizzarlo. Il risultato infatti non è una carezza per me.
Scoprire che questo allentare la presa riduce negli altri ancor più che in me il senso d'affetto e d'amicizia mi lede un po' l'autostima.

Così mi ritrovo inesistente in foto di gruppo, non menzionato, ricordato perché incrociato in un corridoio e così via. Non che mi possa dispiacere troppo: sono io per primo la causa di tutto; ma scoprirsi protagonista di una vita ai margini dei rapporti intessuti dagli altri, sempre in punta di piedi iperanalitica per non disturbare o sempre goffo come un elefante i cristalleria, fa male a chi ha sempre anteposto le amicizie (anche quelle inconsapevolmente unidirezionali e malriposte) persino a se stesso.

Vivo come un randagio al confine di territori solo per evitare scontri o di ferire.
Mi ritrovo più solo del solito.

Non fa più male del solito. Non quello. Il carico lo mette saper di esser io il responsabile volontario.

martedì 16 settembre 2008

è ufficiale!

L'avevo detto di tenere d'occhio questa nuova serie. Spero l'abbiate fatto!!!

Con ieri si già giunti alla consacrazione.
Vi riassumo il finale qualora non abbiate potuto vedere Californication:





spoiler!






Attenzione, SPOILER (vengono rivelati contenuti)








Tipa: "Scopami. Ho da poco scoperto che mio marito mi ha lasciata per un Todd ed ho solo bisogno di sentirmi scopata adesso. Puoi farlo??"

Mulder (che non è il nome del protagonista, ma è più bello così): "Mentirei se negassi di essere curioso di come si scopa con una si Scientology"

Segue trombata con finale epico e genyale:
Lei apppécora, lui dietro con pantaloni alle caviglie e maglia sfilata a metà.
Lei inizia a dare contraccolpi sempre più forti fino a che uno di questi non spara letteralmente via il nostro che carambola giù dal letto sbattendo in un mobile e tirando giù un quadro.

Tipa: "Sei ferito??"
Lui si tocca la tempia sanguinante e barcolla rialzandosi. Si occupa di rimettere a posto il quadro quando sopraggiunge un bel conato di vomito che vola su tutto il quadro.
Qui l'inatteso: entrano l'ex moglie di Mulder con il nuovo compagno, e proprietario di letto e quadro, nonché l'ex marito della tipa e la figlia di Mulder.
Il protagonista si copre col quadro dicendo: "non è successo niente"; il proprietario del quadro sbotta con: "Hey, ma è il mio quadro"...
A questo punto la tipa apppécora, che ancora era in tal posa, inizia anch'ella a vomitare sul letto.


Ecco, ditemi voi se non è questo il massimo vertice della tivvù spazzatura. Come guardare le serie pomeridiane quando c'è cotanta serie il lunedì sera?? Ora ho un motivo per vivere.
Notate che sono serio, mi piace davvero Californication: ha il gusto per l'assurdo e l'iperbolico (come Final Destination) e il coefficiente di maialaggine elevato (come tutti i telefilm da OC a Paso Adelante a Grey's Anatomy etc. etc.)

lunedì 15 settembre 2008

telemonday

lunedì scorso, grazie alla caviglia malconcia che mi teneva confinato su un letto davanti a un televisore, ho cominciato a visionare i palinsesti nuovi.

Mi sono imbattuto in una serie pruriginosa e solleticante decisamente adatta all'elettroencefalogramma piatto da lunedì sera.

Vedere l'ex Mulder di X-files pucciare il biscotto in varie fanciulle americane seguendo un copione che segue l'imprevedibilità filopornografica che solo alcune star americane d'immaginario offrono è stato divertente.

Californication, questo il nome del telefilm, non è un capolavoro ma nasce senza ambizione d'essere altro. Così diventa una sorta di spaccato verosimile di come possa essere la vita di uno scrittore di momentaneo successo e bell'aspetto nella più traviata California contemporanea.

Donne facili, seduzioni lampo... situazioni al limite della risata (come quella che sul più bello, mentre cavalca il protagonista, lo prende a pugni per poi prendere e andarsene lascindolo lì, così. Il geniale è la reazione di lui che ride di gusto per l'assurdo).
Insomma tra vissuto e sogno di vivere si snoda questo copione da film hard narrativo che proprio per la sua sincerità di voler mostrare quello che tutte le altre serie mostrano, mascherandolo o negandolo, risulta piacevole. i piacevano le relazioni porcelle di OC??? speravate di vedere il culo depilato di Dylan tra le caviglie di Jenny Garth?? vi esaltavate per gli intrighi zozzi di Melrose Place??? Adorate Nip&Tuck per le trombate chirurgiche????

Bene, ora siamo tutti accontentati. Senza tante smancerie: Fornicazione in California, ovvero Californication e saltiamo tutta quella trama inutile, che ci toglie sempre il meglio!!!

Consigliato a tutti gli amanti della tv poco impegnativa e stanchi di tutti i programmi volgari e spinti ma non censurati dal MoiGe perché fan audience. Ve lo consiglio vivamente!!!



Nota fondamentale: Sono ben lontani divengono così i suadenti tempi in cui al solo sentire CALIFORNICATION partiva immediatamente nel cervello il riverbero del basso di Flea sulla chitarra di Frusciante e tutto ondeggiava tra le fantasie di una piscina color tramonto.
Sigh!

domenica 14 settembre 2008

di suoni e parole

Ascanelli.

Basterebbe solo questo per chiarire un pensiero, una filosofia, una gioia, un dato di fatto. Ma non tutti hanno un cuore motorizzato come certa gente mia simile, quindi spiegherò un po' di più.

Al Gran Premio d'Italia corso sul circuito di Monza ha trionfato una macchina italiana, la ToroRosso, guidata da un pilota tedesco, Sebastian Vettel.

Il risultato è stato risentire l'inno tedesco e poi quello italiano alla premiazione di Monza: ricordi da pelle d'oca e presagi che per scaramanzia non si dicono.
Ma non è tutto qui.

La ToroRosso è la ex scuderia Minardi che io bambino neoappasionato di FormulaUno vedevo arrivare sempre in fondo al gruppo: stenti e delusioni ma con una perseveranza e un amore per le corse che davano lezione a tutto quel mondo. La dignità della scuderia di Faenza è stata sempre esemplare.
Vedere che con quegli stessi principi gestionali l'erede morale e reale di quella scuderia ha trionfato oggi è stato il coronamento di un sogno.

Non è tutto.
La chicca, per me, sono stati i commenti di Giorgio Ascanelli: un grande.
Già a fine prove appena sono arrivati i giornalisti a cercare il colpaccio con battute sarcastiche e svilenti ha risposto in maniera perfetta dicendo grosso modo: "il motore funziona, le ruote girano, la macchina è intera; insomma va bene. ... E poi siamo leggerissimi, ci fermeremo al terzo giro!;)!!" Poche parole per chiarire che non era un caso e per chiarire che le polemiche potevano farsele da soli. Grande!

Poi la gara. Una gara gestita caparbiamente dove il toro alato sembrava in certi momenti un cavallino rampante di pochi anni fa.

In fine l'intervista all'arrivo dove il primo pensiero è stato per la scuderia tutta, a partire da chi iniziò venti anni fa col progetto Minardi.


Ecco, io vorrei gente del genere a guidare i team di FormulaUno.



(è gente così che vorrei vestita di rosso assieme a gestori come Braun e Todt)

come va?

Gira il mondo
il vento spira


Galleggio sul fluire dei giorni

sabato 13 settembre 2008

coupling

tra innamorati ci sono vari e diversi momenti. Tra questi uno presenta molte manifestazioni e di queste pochissime non mi nauseano.

Parlo di coma una coppia si relaziona tra gli altri.
Per intenderci, avete presente la coppietta eccessivamente appiccicosa che anche nel gruppo di amici deve stare eclissata, in disparte a tubare, nullificando l'esser in gruppo???

I2


La vedo diversamente.
Fin da adolescente ho ben impressa l'immagine della coppia di cui avrei voluto fare parte. Anzi, è come se avessi da sempre delle immagini del futuro (ipotetico o reale?? chi sa...) ideale.

Una canzone a suo tempo mi diede l'immagine mentale perfetta.



Due persone tra le altre che anche senza sfiorarsi o intersecarsi sono nella reciproca orbita. Legati saldi, attratti, i cuori mano nella mano nel quotidiano, ma senza necessità di contatti esagerati. Sentirsi insieme col contatto di uno sguardo o di un sorriso. Anche solo guardare o esser guardati.

L'ideale di una persona accanto nella vita è vivere le proprie vite intessendo le esistenze.

Satelliti, vibrazione invisibile che ti richiama dolce e calda... quasi un abbraccio che ti attira a collassare addosso; satelliti, vibrazione suadente che ti vuole distante: ci si ruota attorno, si è interdipendenti ma è giusto esser così, distanti. Perché è in quella distanza che ci si rende conto di quanto si è vicini.



Non so se l'immagine dei satelliti possa essere giusta per tutti. So che la sensazione profonda di essere mano nella mano con qualcuno al capo opposto del tavolo, ridere e vedersi ridere e con un cenno, un sorriso, darsi una carezza tiepida sul viso l'ho provata. Per me esser vicini come due satelliti è questo ed è una forma d'amore e condivisione davvero desiderabile.




non so quanto queste parole, scritte di getto nel riascoltare una canzone che amavo, possano risultare chiare. Come sempre in caso chiedete. Come sempre non è che ci sia una dedica specifica. Come sempre è solo una parentesi sentita.

venerdì 12 settembre 2008

soluzioni estreme

Da mesi cerco di fare opera di convincimento tra parenti ed amici di una triste conclusione cui sono giunto ma che merita propaganda.

l'Italia, e temo anche il mondo, non sono più quelli degli ideali con cui alcuni di noi sono cresciuti. Hanno vinto i truffaldini, i furbi, gli stronzi.
Così essere gentili e sorridenti è spesso fatica sprecata (quando va bene). La gente fa di tutto per cancellare il sorriso dal volto di chi è gioioso. Questo anche quando si cerca spontaneamente di essere solamente allegri.
Altrettanto può dirsi per l'educazione ed il rispetto.
Cercare di non disturbare, di essere discreti, di essere gentili e accomodanti, la pazienza, i modi garbati, il preoccuparsi del prossimo o cercare d'aiutarlo, fosse uno sconosciuto in difficoltà o un parente... tutta roba demodè!

Che fare dunque?

Se sei cresciuto nella convinzione di dover rispettare il prossimo e questo ti garantisce solo di passare da stolto, da tardo; se cerchi di vivere nel "giusto" e questo ti permette di esser prevaricato, trascurato, e deriso... Se l'educazione ed il rispetto devono essere un handicap, come fare?????



Bene, ho trovato una soluzione al problema!

Drastica, per carità, ma funzionale sotto molti aspetti.

Il sistema consiste in una piazzata iraconda e priva della graziadidddddio senza preavviso e tracimante tutto il veleno accumulato.

Non deve essere attesa. Quando superano il limite (non vi ascoltano, rispondono male e aggiungono anche sarcasmo) prendete fiato e via: Attaccate con una bella Bestemmia di quelle orrende, o anche un'imprecazione o una parolaccia efficace. Dopodiché dite esattamente cosa pensate facendolo passare dal rancore, la rabbia e le ghiandole velenifere appena spuntate. Tenete sempre un tono irato e secco, che non ammetta repliche. Appena finito prendete e andate a fare ciò che stavate facendo\dovete fare\non vi permettevano di fare\fatevi dire ciò che non dicevano (l'ultima situazione è ottima per gli ospedali con medici pessimi ma presuntuosi: io propongo anche l'afferrata per i testicoli, ma servono mani da fabbro e faccia alla Jack Nicholson).

L'obiettivo è stupire, basire l'interlocutore. Nessuna replica ammessa: devono rimanere sul campo solo silenzio, vento polveroso, e fulmini neri che vi circondano (in senso figurato gente... o vi servono gli esperti in effetti speciali di Hollywood!!!).

Vantaggi:
- vi sarete sfogati
- incredibilmente, le persone ora vi rispetteranno, saranno collaborative e cordiali (come prima eravate voi, insomma! ^_^), aiuteranno persino quando non richiesto e si prodigheranno per voi
- se siete delle personcine Ammodìno e non avete usate questa guida perché merde dentro vi sentirete anche porgere le scuse, come se di colpo il mondo si ricordasse delle regole che a tutti hanno insegnato ma che nessuno sembra volersi ricordare oggigiorno
- NOTA: se siete le solite perzoncine Ammodìno di cui sopra, quando vi diranno "scusa" vi sentirete anche pessimi per aver trattato così male qualcuno. Tutto nella norma.


Efficacia garantita. Provare, o fare un tirocinio, per credere!!!!

venerdì 5 settembre 2008

tutti quanti, tutti quanti...

tutti quanti voglion far Kung-fu!

(che il jazz è cosa per palati più fini)

Stavolta vi puppate una recensione: Kung-Fu Panda.
Ero sdubbiato nell'andarlo a vedere, ma vuoi per la compagnia, vuoi per il megaschermo cinematografico, vuoi perché sotto sotto sono nerd e amante dei cartoni in modo imbarazzante... Ci sono andato.

Carino. Nulla di più.
Personalmente l'ho trovato prevedibile; per un cartone, dove la fantasia non ha limiti di rappresentazione, essere prevedibile è una pecca secondo me grossa. Si ride, sì, ma non mi sono spanciato mai nè sono restato a bocca spalancata.
Con Ratatouille mi era collassata la mandibola più volte per lo stupore, con IceAge avevo avuto crampi dal ridere per mezz'ora buona. Con Kung-fu Panda non è accaduto.

Storia fin troppo lineare e "vecchia" (già sentita e vista), senza trovate degne di nota.
A peggiorare l'effetto, per una volta, è stato il doppiaggio e la caratterizzazione dei personaggi.
Il cast vocale originale è degno di tutto rispetto: Lucy Liu, Jackie Chan, Dustin Hoffman, Angelina Jolie, Jack Black...
In italiano ci tocca un panda bresciano doppiato da un Fabio Volo buono ma nulla più con caratteri ben poco orientali, comunque.
Ad orecchio poi m'è sembrato imperfetto l'adattamento, molto per bambini e, temo, edulcorato in alcuni passi.

Unica nota di gran merito sono le parole del maestro Oogwai: "Il caso non esiste" e, in inglese, che penso abbia maggior assonanze: "Yesterday is history, Tomorrow is mistery... Today is a gift: that's why is called Present." (grosso modo)

Per il resto, un ottimo home video, ma non un capolavoro da cinema.

giovedì 4 settembre 2008

about an ankle

(titolo che vorrebbe farvi pensare ad about a girl dei Nirvana, solo per citarli)

Aggiorno e spiego:

La caviglia pare stare decentemente.
Le preoccupazioni erano e sono innescate dalla mancanza, sulla stessa caviglia, del legamento astragalico-peroneale sfilacciato al 95% in un infortunio di qualche anno fa; dovetti fare 8 mesi di fisioterapie e ginnastiche varie posturali e rieducative per tornare a usare la zampa con fiducia.

Dopo i moccoli e il male o provato a sincerarmi delle condizioni attuali post distorsione: regge il peso e mantiene la direzionalità quando fluttua. Questo indica che i due legamenti rimanenti sono ancora abbastanza integri da non richiedere una chirurgia.



Per chi volesse dire la parola ospedale ecco in arrivo un pensiero colmo d'ira repressa (non con voi eh!!!):
I drammi grossi alla caviglia nacquero da una diagnosi errata di frattura al malleolo(scheggia vecchissima che prendono sempre per fresca) che mi bloccò un agosto intero a un letto con una terapia che mi ha quasi bloccato la caviglia e mi è costata mesi di riabilitazione anziché settimane.

Si aggiunga che per recuperare un legamento rovinato a una mano e per riprendermi dopo un'operazioncina sono arrivato ad accumulare almeno 15 mesi d'esperienza in fisioterapia con medici e terapisti (loro sono bravissimi, benedetti e Santi!!). Insomma conosco ormai benissimo il mio problema e conosco tutte le più disparate teorie su come porre rimedio e valutare!!!

Pragmaticamente:
Non ci penso nemmeno ad andare presso un ospedale dove un ortopedico da due soldi mi impone un gesso inutile e le prospettive di un litigio immane per uscire dalla sala. Faccio di mio e so di far decentemente.


Nota: la caviglia è stragonfia perché grazie alle terapie sbagliate si gonfiò dal mignolo a metà stinco e rimase così per oltre un mese. Non drena più.


Bene, dopo sfogo e aggiornamenti, torno mettere la gamba più in alto; in alto c'è già.

martedì 2 settembre 2008

coglione

Un bel pomeriggio tiepido e calido me ne andavo zompettando garruli passetti a ritmo di blanda corsa da ex atleta ex uomo con qualche muscolo ex mollusco da vacanza... corsetta lieve lieve intanto che si chiacchera: cosa di più innocuo e poco stressante al mondo???

Come il buon vecchio Sugar, come Rocky Joe ero seguito da una bici.
A bordo un'ottima amica, qualcosa di meglio che una fidanzata persino!

che pretendere d'altro??
La stagione è buona, l'oroscopo a favore, gli infortuni alle spalle, quasi uno per stagione, ma passati. Rotto quasi tutto (anche un po' i cojones a dir la verità). Corro tranquillo.

Aggiungo anche un "ando sereno allo meo passo, che mi sento bene le gambe" Rilassato e senza forzare; rilassato e senza problemi che siamo a chiaccherare; rilassato e paciocco, che la vita mica è sempre una merda fetente...
Rilassato ecco:
Tanto rilassato da beccare l'unico sasso grande abbastanza da sporgere lungo la discesina in terra battuta. Coglione: non valuti il terreno di combattimento; coglione: non tieni gli occhi ben aperti; coglione: non sei abbastanza pronto e ti fai sorprendere impreparato; coglione: cadi; coglione Crack! cronk! crunch! --- Moccolo orrendo di suidi e divinità ---

Zompetti il resto della discesa pensando solo che è la caviglia a rischio operazione e che non fa tanto male come quando s'è strappato tutto ma arriverà presto un male oltre la norma: risfilacciare il malconcio fa male tre volte il solito.

Arriva, coi suoi vasi sfiancati che non drenano nulla, col limone a bordo malleolo, con la rabbia dell'ennesima volta e la serenità della stessa.
Pensi che chi ti ha detto "t'avevo visto in Arno" non ha tutti i torti, ma anche che almeno fossi finito lì ci sarebbe stato di che ridere a crepapelle mentre così sei solo un coglione.
Pensi che in effetti sei pure sfigato: è il primo anno che la stagione parte da subito e che nuovamente da subito la fotti; pensi pure che di tutti i sassi hai preso il solo sporgente sulla sola discesa pendente dal lato senza legamento: anche volendo, lì cade da sè perché niente tiene in sede le ossa: eri a favore di caduta libera dei gravi. In piano sarebbe stato una misera storta. Ma sei un coglione: portati a casa la distorsione gonfia che meriti la stagione fottuta la scherma a ramengo e sorridi ai mesi di libri e obesità come se non fossero abbastanza.

Sorridi, perché la vita non è una merda né beffarda. Basta saperla guardare dal punto giusto.
Perché il caso non esiste.
Perché il presente reca un dono, perciò si chiama presente.

Oggi sono un coglione fortunato: non sono stato miope e le mie mani sono ricche d'oggi. Qua è colmo di doni chiamati persone. Doni che spettano anche ai più coglioni, fortunatamente.

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