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venerdì 1 giugno 2012

furry


Non sono sempre per le manifestazioni esasperate o le immagini crude e forti, anche se farebbe bene guardarle almeno una volta per prendere coscienza. Ci tengo però a precisare che certe situazioni, certe ideologie, certe azioni, sin dall'adolescenza le risolverei così.
Ormai esistono delle pellicce di puro animale in giro, su quelle povere stupide morti non si può più discutere. Per tutte quelle odierne e a venire non vedo ragione né motivo. Puro e orrendo crimine; crudeltà. Chiunque oggigiorno acquisti della pelliccia non sintetica consapevolmente è complice e criminale tanto quanto chi uccide e chi vende.

Da tempo non sogno altro che l'occasione di replicare questa scena.

Gente, siete avvisati.




mercoledì 30 maggio 2012

fate finta di niente

"... se non son divertente" chiude così un verso d'una canzone dei Timoria.
La frase a dire il vero di quella canzone che più mi piaceva e piace tutt'ora è una domanda: "Cosa c'è, cosa c'è? cosa c'è in una canzone di me? è che c'è è che c'è, è che c'è tanto dentro tanto di me".

Questo per ricordarmi e ricordare a chiunque passi di qua che tutte le parole contenute in questo spazio fantastico, cioè di fantasia dato che non esiste alcunché di tangibile o resistente al tempo di questo blog, è pura memoria virtuale, sono relative a me stesso. Non posso negare una certa soddisfazione nel comprendere che anche altri possano rivedersi od immedesimarsi. Non lo nego, ritengo sia testimonianza di una scelta semantica e lessicale abbastanza valida da trescendere l'individualità. Se qualcuno riesce a immedesimarsi nelle mie parole scritte allora il messaggio è arrivato: è comunicatività.

Per quanto scriva per me stesso non sono così umile da non provare una piccola gioia. Tuttavia le parole se non esplicitamente rimarcato, sono tutte mie, così le idee, così la vita da cui attingo. Forse sono semplicemente una persona fin troppo qualunque.
Sta di fatto che è caso decisamente raro che prenda spunto da vite di terzi senza alcun mio coinvolgimento e solitamente è detto. Quando capita poi è per proporre mie riflessioni.

Insomma, quando leggete qua, se potete lasciatevi cullare o scaraventare dalle parole. Leggete in tutti i possibili livelli di interpretazione che sapete dare. Non scordate però, ve ne prego, che quel che c'è in ogni post è che c'è tanto dentro, tanto, di me.
Siate clementi se v'è arrecata offesa, siate presenti a voi stessi ricordandovi che è della mia esistenza rifiltrata che si parla.



venerdì 16 settembre 2011

vomitevole

Un Presidente del Consiglio che fa battute sconvenienti e fuori luogo sulla Cancelliere di Germania, la quale peraltro risponde per le rime, rime al vetriolo, facendo notare tutte le vane promesse di qua.
Un direttore del primo tg nazionale che con i soldi pubblici parla in un editoriale sulle intercettazione di "povera vittima mediatica" facendo qualcosa molto più simile alla propaganda che all'informazione. Un L. Prothero in carne ed ossa.
Chiude "Parla con me" di Serena Dandini, altro giro altro bavaglio. Si tappa la bocca ai pochi barlumi di intelligenza e di libero pensiero, critico o meno che sia, per non rischiare che la scatola che rende scemi non faccia mai rischiare di avere per spettatori qualcosa di diverso dai vegetali. Lobotomia.
Apre un centro associativo di forze di estrema destra. Dichiaratamente tale. Nessuno dice nulla.

Vivo in un paese di cui mi comincio a vergognare di fare parte. Non vedo soluzioni: ovunque si guardi è la stessa merda. Tutti indistintamente pensano solo a salvarsi il culo ed i pochi che potrebbero portare un po' d'aria fresca sono costretti a volare oltreconfine portando quella speranza preziosa d'ossigeno con sè. Non c'è scampo. Siamo già sul filo del baratro, ci spingeranno giù e scenderanno, chi sarà più furbo, al volo dal barcone mentre noi guarderemo impotenti e rassegnati, forse addirittura inconsapevoli, mentre facciamo la fine dei topi.

Mi fa schifo. Vorrei poter fare qualcosa, ma qui il bravo ed onesto cittadino finisce solo per far da capro espiatorio; parente alla lontana che si ritrova a pagare i conti per le denunce degli altri. Il guaio non è che ci si rimette solo di tasca propria. Il guaio è che non basta.

Mani basse, incapacità, rassegnazione... SCHIFO.

Siamo sempre più in regime, siamo sempre più in mano a fraudolenti delinquenti (frase assolutamente trasversale). L'unica soluzione per me riverbera in quest'eco...

... o nel V giorno di Novembre.

giovedì 25 agosto 2011

ancora come ogni anno

Fa caldo. Toh! è estate e fa caldo.
Certo, è proprio un caldo orrendo afoso e appiccicoso come colla calda lungo la pelle, ma siamo ad agosto. Bisogna ammettere che negli anni scorsi in questo periodo scrosciavano acquazzoni e se sotto era costume ed infradito, il torso aveva su una felpa leggera o una maglia di cotone a trama larga che difendeva appena dalle raffiche di vento, ma trasmetteva grande calma associata all'odore di terra bagnata e salmastro infuriato... Ma è pur sempre estate! e d'altra parte adesso fa molto freddo ancora a Marzo...

Più che lo storico (mi perdoni il cielo per quanto sto per scrivere) "non ci sono più le mezze stagioni" mi sembra semplicemente stia slittando un po' il tempo. Che in fondo nei tempi antichi si seguiva la luna e le temperature e non si pianificava di certo il giorno e l'ora per i festeggiamenti.

Su tutto però ribadisco i miei ruggiti: a me il caldo non piace anzi mi fa proprio cagare. Sudo pure a dicembre con la neve. Luglio e Agosto sono per me una anticamera degli inferi. Se non è mare per me è stasi, fatica, acquitrino indossato.
Quindi per me essere adirato è normale in questi giorni poiché scorrono le ore nell'anti - me. Ma amo l'autunno, i colori di mille sfumature della caducità delle vite nel susseguirsi del rinnovamento. Amo la pioggia ed il vento, le intemperie... fate nevicare poi e sarò un bambino!!!! fare a pallate di neve a mani nude, tagliate, bloccate, ma oh! che gioia!

Non mi lamento del caldo, ma non lo amo. Non mi lamento del freddo e tantomeno della pioggia (salvo fumetti o libri in uno zaino di tela, ma è un caso), che invece adoro.

Qua invece se la vita non è condizionata è una lamentela continua: troppo caldo, troppa luce, troppo umido, troppa pioggia, troppa neve, troppo nuvolo, troppo esposto ad est... Che due palle!!! Spero l'umanità vada a crepare in un clamoroso serbatoio a temperatura controllata a vita e mi lasci il bello di fronde slamastro e grano bagnato.
Inoltre a tutti quelli che invocavano l'estate: gioite adesso perdio! non lamentatevi come quando invocavate a Novembre l'estate perché pioveva. Su tutto, pre favore, sparatevi. Prima nelle rotule, poi allo stomaco. Quindi state lì e attendete la fine che dolorosamente vi spetta.
Grazie!


Ahr ahr ahr ahr!!!!
Cordialmente vostro

martedì 23 agosto 2011

sfogo inevitabile

Non avrei voluto scrivere quel che sto per scrivere, davvero, ma il fremito lungo la schiena che mi pervade è irrefrenabile. Non ho qualcun cui telefonare al volo per sfogare questo senso tra lo schifo e l'indignazione. Lo faccio qui.

Gira voce da tempo che aziende e affini spiino i social network e internet in genere per valutare le persone da assumere, finendo col mescolare gli aspetti privati della vita con quelli lavorativi. Competenze che non sempre, anzi quasi mai, dovrebbero venire a toccarsi.

In fondo cosa uno faccia al di fuori del lavoro sono fatti privati e non dovrebbero andare a minare la valutazione di una professionalità che, a discapito delle eventuali nefandezze private, potrebbe essere irreprensibile.
Tuttavia devo ammettere di avere dei limiti e non averne altri. Così se mi ritrovo a capitare sulla pagina di un vecchio amico per degli auguri di genetliaco scoprendo che riceve "camerateschi auguri" e festeggiamenti a "duce" e "camicia nera" rimango non poco perplesso.
Perplesso della sconvenienza, visto quanto detto sopra, ma anche perplesso di come possa ancora usare un saluto e una complicità che oltre che potenzialmente pericolosi, visto come il tema viene inteso spesse volte qui in Italia, risultano anche un poco anacronistici e fuori luogo. Perché inneggiare a qualche fede per augurare buon compleanno? Fosse anche una squadra di calcio o una divinità delle tante tra gli uomini domando: che c'entra?
e non trovo risposta plausibile!!!

Peraltro mi trovo stupito di me stesso di pensare che allora forse non ha torto chi valuta preventivamente sul web. Non avrei problemi con persone dalla sessualità variegata od aperta, ma penso ne avrei con estremisti di qualsivoglia religione, così come di invasati generici o specifici. Se dovessi assumere, penso vorrei avere al mio fianco persone aperte al dialogo e disposte a mediare e quasi certamente partirei prevenuto verso certi estremi di vita e filosofia. Contestualmente eseguirei a mia volta una scrematura basata sul non dialogo e la chiusura mentale, cadendo in contraddizione.
Che fare dunque? è giusto abbandonarsi al preconcetto così da scremare abbandonando l'imparzialità, ma andando a ricercare persone più affini a certi approcci ideologici? Sarebbe invece più equo trascurare questi dettagli e concentrarsi sulla professionalità e basta?

So solo che certi discorsi li aborro a sufficienza da non volermici trovare e so anche che certe esternazioni mi provocano orripilazione del pelo sistematicamente. Il mondo mi diventa sempre più incomprensibile. Una delle poche cose che capisco è che mi diventa sempre meno gradito trovarmi di fronte a situazioni simili e soprattutto a dover cercare anche solo per un attimo di capire.

giovedì 11 agosto 2011

stars

Ieri era San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti.
Secondo tradizione, si può esprimere un desiderio per ogni "stella" e questo si realizzerà.

(rights for the song and the singers of their own)


Ora, ho sempre creduto che se un desiderio lo esprimi intensamente e ci credi, questo prima o poi si vedrà concretizzato. Non so quanto conti davvero il fattore pezzo d'asteroide che s'incendia a contatto con l'atmosfera, ma a me è capitato più volte. Penso sia fondamentalmente una questione di dedizione: se il desiderio espresso è qualcosa di davvero realizzabile e qualcosa in cui si crede, saremo noi stessi a tentare di farlo avverare. Al più ci potrà essere una forma di magnetismo etereo che ci aumenterà un poco le possibilità di concretizzazione. Come dire, se perché un sogno si realizzi serve il 50% di fortuna, beh! magari la stella cadente ci dona quel 5-10 % in più che non guasta mai.


La cosa invece che più mi preme vagliare nasce da FaceBook, questa nuova trappola per vite, una frase di un Fb-friend: "stanotte proverò a vedere le stelle cadenti, chissà se riucscirò a vedere tante stelle quanti sono i miei desideri".
E' bellissimo avere dei desideri.
Ma leggendo quelle parole sono stato assalito dal dubbio: abbiamo davvero così tanto bisogno di traboccare di desideri?
Se il desiderio è la necessità di qualcosa, allora sperare di vedere stelle a sufficenza è sintomatico di mancanza di pressoché tutto. Possibile?
LA civiltà ci rende sempre più schiavi delle necessità ormai. Ma cosa è realmente necessario?
Ho sempre pensato non ci fosse limite al perfettibile ma che di fondo servisse poco per essere a posto: giusto la felicità. Di certo non si trova nelle necessità da stella cadente specie se se ne hanno tante. Trovo anche pretenzioso avere una lista di desideri quando già troverei meraviglioso se ne avverasse uno.
E' una deriva dei sogni questa ormai, dove probabilmente si sogna il 42" fullHD anziché delle ali per volare sui paesaggi ed inebriarsi di vento e paesaggi.

Stiamo a naso all'insù colmi di desideri senza focalizzarci su quanto di buono abbiamo già. Siamo in balia delle onde in direzione dell'isola di Mediocrità?

... ed io? quanto prossimo alla costa sono?

lunedì 23 maggio 2011

occhi alla finestra

Verso il niente e verso tutto. Guardo oltre le lame trasverse delle persiane il cielo quasi estivo stemperarsi in un grigiore innaturale.
Oggi cade l'anniversario della strage di Capaci.
Come ogni anno rifletto sugli eroi e sull'eroismo. Cosa è e dove si nasconde l'eroismo?
Eroe dovrebbe essere non solo chi combatte i soprusi, ma chi mette a rischio la sua vita per qualcuno o qualcosa solo perché è giusto così, senza altri interessi.

E' eroico chi non cede alle disgrazie e trova modo di tirare avanti, facendosi anche carico della famiglia che ha creato, senza scappare; è ancor più eroico chi s'immola per ideali o per sconosciuti. Diceva sempre Faletti ma in una canzone antecedente "gli eroi son tutti morti, meno che nei discorsi". Ecco, guardo al cielo cercando di scorgere un mantello al vento o forse solamente una bandiera garrire al vento come un simbolo in cui credere e che si è orgogliosi di onorare non solo alle feste laiche comandate, ottima scusa per saltar scuola o lavoro.

In questo paese non riesco a intravedere neppure la speranza che un giorno tutto torni ad andare nel verso giusto. Non solo i pochi eroi in cui credere sono morti, ma anche l'eroismo sta svanendo. Il massimo degli esempi di virtù saran presto veline e tronisti, che almeno non sono Escort e addirittura a volte parlano (leggasi una mia personale polemica alla campagna di Ricci per eliminare ogni critico del fenomeno valletta - oca).

Non basta, "chi c'ammazza prende di più della brava gente". Ma chi è la brava gente? Chi si spacca le mani le spalle o il cervello per portare a casa due onorati euro? O ormai chi dovrebbe essere la "brava gente" che guida con un ideale e caparbietà un paese tende sempre più ad essere sovrapponibile a "chi ammazza"?

Sta venendo meno il confine tra bene e male, tra legittimo ed illegittimo. E' la desolante morte della fiducia e della speranza.
Noi qui, popolo di ignavi che non desidera altro che non aver problemi e che qualcuno scelga al posto nostro purché ci lascino il nostro muro di casa intonso, a guardare il cielo grigio alla finestra. Guardiamo fuori disillusi che V for Vendetta sia solo una storia e che un finale che sovverta il Fato sia pura fantasia.
Servirebbero dannatamente degli eroi qua, una volta ritrovata l'umanità.



Una lacrima per chi ha dato la vita per ricordare che non si deve smettere di lottare e sperare.

"Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola"G.Falcone

giovedì 19 maggio 2011

checcosss'è uno vet?!?

Il titolo per favore leggetelo come sull'andare della amabile canzone di Vinicio Capossela. Puramente tributo e voglia di riascoltarla. Approfittatene anche voi: a volte fa bene.

Oggi vorrei provare a fare il punto su una serie di situazioni che coinvoilgono i veterinari, nelle varie forme.
La medicina ed il sovrannumero hanno fatto sì che anche in campo di animali d'affezione o meno il progresso medico divenisse disponibile. Da medico di base per più specie e polispecialista (un tempo non c'erano molti specialisti) alcuni sono divenuti esperti monotematici. Talvolta a discapito della visione d'insieme tal'altra no, ma sempre con miglioramenti nel singolo campo. Questa è fortuna, così come la disponibilità di numerosi test ed analisi per provare una diagnosi o di cure fattibili.

Sorvolando ancora per un po' sui superspecialisti, vorrei pensare al medico veterinario di base in Italia. Qui non c'è una mutua che copra gli animali. I pets sono un bene di lusso fiscalmente e pertanto se si vuole curarli ci se ne deve far carico. Il fisco aiuta poco anche per quel che si può scaricare, con tetti minimi alti e massimi decisamente bassi. Ogni analisi, o indagine, ha un costo. I medicinali poi per animali hanno un costo molto maggiore se registrati per veterinaria rispetto all'identico analogo umano (senza nemmeno mutua in ballo).

Insomma, come si fa a "fare tutto il possibile" se una TC per levarsi un dubbio costa quasi 500 euro ed il proprietario neanche può pagare la visita di base? Quasi sempre si è costretti a mediare, a restringere bene il campo e diagnosticare bene clinicamente così da poter poi mirare indagini e spese. Pochissimi sembrano quelli, tra i clienti, a capire quale sforzo enorme (umanamente) ci sia dietro. Rimuginare, analizzare, riflettere e rianalizzare ancora cercando di non scordare neppure una virgola nel ragionamento; intanto prendere già provvedimenti ed iniziare a stabilizzare... si cerca col sacrificio e sforzandosi di integrare e implementare con la propria persona quello cui per meri motivi di danaro non si può ricorrere da subito.

Questa non è un'ode e non deve minimamente far pensare che lo specialista non serva, anzi! Tuttavia vorrebbe offrire spunti di riflessione per capire che se tutti i veterinari avessero a disposizione fondi da assicurazioni e strumentazioni all'avanguardia come nei telefilm americani sui medici, sarebbero ben felici ed entusiasti di usarli. Tutto sarebbe più semplice ed immediato. Eppure ci sono figure che con poche indagini mirate e tanto impegno riescono ad ottenere risultati in tempi che a volte nemmeno in umana (per noi è normale un'aspettativa di mesi per una RX, salvo prontosoccorso, ma ci infuriamo se il veterinario non la fa espressa).

"E' facile fà Rambo co' n'arsenale... Essì Rambo co' 'na fionna e allora sì che c'hai le palle!"

sabato 7 maggio 2011

back to the future

spinte sudore e grida. Temporeggiare e riprovare, incaponirsi. Lasciarsi assalire dai dubbi, cercare soluzioni da inventare...


come si può criticare qualcuno perché ha dei sogni?
come si può non difendere chi dici d'amare?
come si può preferir il tepore di corpi senza amore?
come si può pensare di non esser mai, mai capiti e nonostante questo sapersi sempre nel giusto?
come ci si può capire senza parole né spazio per gesti importanti?
come si può non voler capire chi hai di fronte?
come può essere sbagliato impegnarsi a trovare ogni giorno la forza per un sorriso?
come si può pensar d'usare senza temer d'essere usati?
come si può svendersi per un usufrutto?
come si può infierire sul cuor delle persone?
come si può criticare di presunzione senza esserlo a propria volta?
come si può provare schifo per gli altrui incanti che ci vengon raccontati?
come si può pretendere senza saper chiedere?
come si può attendere se non si sa aspettare?
come si può giudicare se non si vuol subir giudizio?
come si può scoprire quando è preferibile scappare?
come si può dir d'amare se s'è scelto di star dal lato di chi odia e si fa odiare?
come si può voler un compagno se l'unico desiderato nel letto è un surrogato di paternità?
come si può definir falso chi non hai mai capito?
come si può definir inconcludente dalla prospettiva di chi non è neppur partito?
come si può creder di vedere ciò che ti è dato se fissi solo quel che hai compiuto?
come si può aver amato chi non prova per te neppure un minimo di bene?



... pensavo d'esser alle prese con un macigno. Cercavo di scalare, aggirare, perforare; in qualche modo superare. Per tutta questa rivalsa cercavo attorno a me una montagna da spostare, invece non era altro che un sasso da scalciare.





e al fin della licenza io Non Perdono e tocco.

domenica 5 settembre 2010

neanche stringendo i denti

Da un po' di giorni è tutto un sommovimento, uno strepitare, un interesse collettivo mass-mediatico riguardo la pena di morte. Non in generale, ma nello specifico di una donna, Sakineh, e del modo, la lapidazione.

Dopo giorni di pensieri che si intrecciano mi è sorto un dubbio: ha davvero senso una simile protesta, un simile sdegno??? E' davvero ingiusto???

Sia chiaro, le due righe soprastanti hanno l'ambizione di esser volutamente polemiche, eppure ho trovato una logica quasi disarmante. Tristezza.






L'Italia si unisce nello sdegno; Totti fa pervenire fiori sotto allo striscione esposto a Roma; il bravo Benny fa un intervento al giorno a riguardo; i tg tutti schiamazzano in ogni modo. Sbagliato? No.
E' cosa ottima. In teoria però queste proteste, questo sdegno, questa partecipazione d'anime dovrebbero tutte essere disgustate non dalla barbarie della lapidazione, bensì dall'orrido assunto a giudice divino dell'uomo che sentenzia la morte di un cospecifico.
Eppure tanto clamore non esiste in alcun tg quando si parla di pena di morte negli U.S.A. e poco meno di nulla giunge quando si va verso il terzo mondo.
Insomma, questo paese si tinge di lutto e rabbia per un costume di un paese e placido acconsente benevolo al medesimo costume in molti altri luoghi della Terra.
Siamo all'arbitrarietà della pena di morte.

Non solo: questo stesso paese ancora oggi ha truppe in appoggio per "guerre preventive", termine ancora oggi a me incomprensibile e immaginariamente associato al "calcio nei coglioni preventivo antistupro", con cui ipoteticamente una donna potrebbe sostituire risposte gelide, silenzi e due_di_picche generici.

A questo punto mi chiedo: può davvero un paese che non rifiuta le guerre e gli appoggi militari e non si adopra per fermare qualsivoglia sentenza di morte nel mondo arrogarsi il diritto di intraprendere una campagna contro una sentenza come quella di questi giorni??

Sono assillato da questo dubbio. Fin che l'uomo contempla un omicidio come soluzione, come può opporsi ad un altro omicidio, seppur svolto con modi differenti?

L'homo sapiens sapiens gioca con la morte dei suoi simili, ha l'assassinio nel genoma a quanto la storia racconta.

No. Non riesco a tollerare l'incoerenza di tutto questo. Mi fa schifo la maschera di tutti quelli che si dicono schifati. Maschere di sterco, vi preoccupate tanto del "come" senza minimamente guardare le vostre mani insanguinate dal "cosa".

A corollario, per assurdo, benvengano i favorevoli! Almeno costoro si mostrano coerenti con il modus vivendi che il mondo gli ha imposto. La morte è morte, non si può plaudere ad una ed inorridire per un'altra.


Fin che la tua mente contempla l'omicidio, anche le tue mani sono tinte di sangue. Non devi necessariamente vergognartene ma esserne cosciente si perdio.

mercoledì 1 settembre 2010

progetto rinascita

Estemporanea riflessione: forse il vero motivo per cui tutti i pazzoidi piani di pulizia del mondo dall'essere umano sono falliti è che si è sempre partiti dal presupposto assiomatico della necessità di superstiti per il ripopolamento.

giovedì 13 maggio 2010

Intollerabile

L'altra sera, l'undici Maggio per essere precisi, in tv su rete4 hanno trasmesso un programma di forse approfondimento. Credo fosse "vite straordinarie" e il tema era sulla famiglia Savoia.

Ho evitato accuratamente di incapparvi ma lo zapping non mi ha risparmiato un momento di sbigottimento.

Dimentico di quanto letto sulla guida tv sono rimasto attratto da "La vita è bella" di Benigni, stupefatto di non aver notato che venisse trasmesso. Ora, il passo era quello in cui padre (Benigni) e figlio girano per le vie del paese chiacchierando. E' una scena abbastanza famosa per chiunque abbia visto il film, è quella in cui si cerca di dare una spiegazione scherzosa dell'odio razziale per gli ebrei a un bambino. Qualcosa che ruotava intorno a "ognuno si sveglia e scrive fuori dal negozio chi non vuole servire... domani anche noi mettiamo un cartello con su scritto chi non può entrare...". Scena piuttosto complicata per un padre che tenta di spiegare razzismo e genocidio a un bambino piccolo; scena complicata anche per uno spettatore che si personifica nel ruolo.

Questa per intenderci


Ora, Io seguivo questa scena assorto e intenzionato a proseguire la visione e di colpo il film viene troncato e PAFF! ecco che mi compaiono davanti il faccione, a turno, di EmanueleFiliberto e di suo padre. Perché mai vi chiederete anche voi, ebbene è presto detto: rispondevano all'intervistatore spiegando della non accettazione, dell'allontanamento, dell'incomprensione, dell'odio immotivato e quasi razzista...

Senza voler affrontare la questione monarchica o circa l'esilio intendo fermarmi solo sul fatto giornalistico percepito: Ma con quale fecale faccia di bronzo e superficialità si può accostare le leggi razziali che hanno aperto la strada al genocidio di quegli anni alla cacciata della famiglia monarchica in seguito alla loro fuga????

Odio e sterminio non mi sembrano accomunabili all'esilio per l'abbandono del proprio popolo. Bisogna essere veramente servili e subdoli per cercare di commuovere e circuire gli spettatori in questo modo.
Non riesco a schifarmi tanto è lo sbigottimento.


Corollario: devono ritenere il popolo televisivo veramente ottuso per avere mandato in onda una cosa simile.
BLEAH!

mercoledì 12 maggio 2010

meteoRE

Come certi discorsi che dovrebbero lasciare il tempo che trovano, specie se sul tempo.
Ma no, non è su questo che mi volevo focalizzare. Volevo parlare del sovrano di venti e piogge e caldi che in questi mesi ha spadroneggiato sulle giornate di tutti: Il meteo.

Chiunque si incontri in questi giorni non fa che accanirsi sull'alternanza di pioggia e sole, sull'imprevedibilità, sul fresco.
Domineddio gente, ve lo chiedo col cuore, PIANTATELA!!!!

E' primavera. Nella mia memoria di bambino, quando ancora c'erano le mezze stagioni, i mesi di marzo aprile e maggio erano un susseguirsi di bello e cattivo tempo, col freddo che timidamente mutava a tepore, quasi titubante.
Negli ultimi anni abbiamo assistito a improvvisi sbalzi termici devastanti. Giorni di Maggio in cui si poteva cuocere su asfalti e cofani d'auto intere costate di maiale. Questo dopo finali marzolini innevati e gelidi.
Condimento a tutto questo lo sbraitare dell'intera penisola riguardo al mitico e ormai mitologico "non ci sono più le mezze stagioni".

Bene, signori tutti sapete una cosa? è tornata la mezza stagione e per quanto mi riguarda va benissimo così, ché se non posso andare al mare non ha senso schianti di caldo osservando giornate meravigliose da un finestra.
Sopra tutto, per quanto mi riguarda, tutti voi che dopo anni a protestare del caldo ora protestate del fresco mi avete strafracassato le palle.

Cordialmente (andate un pochino a fare in c**o).

sabato 28 novembre 2009

pare quasi una fungaia

Dopo la brillante idea di cui ieri oggi si prosegue con:


il volantino BR realizzato e autospedito dal destinatario stesso


per poi andare sul classico

Senza contare di cani fucilati, professioni svolte senza abilitazione, antitrust bazzecola, conflitti di interesse che non finiscono, sotterfugi, collusioni mafiose, omicidi di stato...
sarà una mia impressione ma questo paese pullula di teste di c***o???? Cosa peraltro approvata per legge e statuto, suppongo, altrimeti perché in parlamento c'è quella gente?? e nei giornali c'è quella gente e... ovunque c'è quella bella gente???







Mentre i politici italiani vanno a trans e mignotte, l'Italia va a puttane.

venerdì 27 novembre 2009

qui volano cappelle

Se stavate immaginando di una vecchina che di ritorno da una giornata a raccoglier funghi inciampa lanciando rovinosamente il paniere colmo con tutto il raccolto a simulare una invasione U.F.O. avete imboccato la via sbagliata.

Leggo dal corriere che c'è accordo interpartitico per vietare il fumo alla guida a cui per giunta allegare un "omicidio intenzionale per chi si mette alla guida dopo aver bevuto".
Ora, se vogliamo parlare di ubriachezza molesta potrei essere pienamente d'accordo, ma poiché in Italia la mezza misura ed il buon senso non esistono in questi ambiti (altrimenti i programmi televisivi del dopopranzo sarebbero ben altri) mi preoccupo. I colpevoli saranno gli ultimi a pagare.

Ma torniamo al punto focale. Non sono un fumatore e le sole "sostanze che alterano le percezioni" di cui faccio uso sono vino e birra ad alcune cene e sempre senza potermi definire ubriaco. Non trovo logico rovinarsi una bella serata facendo nottata a vomitare o perdendo ogni ricordo nell'ebbrezza. Eppure frequento e discendo da fumatori incalliti. La nicotina alla lunga da dipendenza. Non è proprio una droga, ma la ricorda abbastanza. Vorrebbero quindi rompere equilibri endogeni in situazioni ipernevrotiche come l'imbottigliamento nel traffico? Mi sembra poco sensato.
Poi c'è da dire che la motivazione è: "perché accendere una sigaretta richiede più tempo che rispondere al cellulare". Bene, ma con la sigaretta non parli, non ci litighi. Non tendi a guardarla per vedere se c'è campo o se stai digitando bene l'SMS, non sfogli una rubrica. Perché è l'interazione che distrae, non l'azione in sé di premere il tasto verde. Ancora, un fumatore che si rispetti non solo sa esattamente dove ha sigarette e accendino in auto (tranquilli: prima ancora di mettere in moto e allacciare la cintura avrà acceso la prima e disposto opportunamente il pacchetto) ma soprattutto ha talmente ritualizzato e condizionato l'accensione da sapersi accendere una sigaretta bendato e appeso a testa in giù.

Ma c'è di più: se il fumo viene equiparato al cellulare allora sarà previsto che si accosti per accendere la sigaretta (immagino una fila alle piazzole di sosta peggiore che al casello all'ora di punta) o che possa essere accesa da un passeggero. Su questo punto poi avrei di che discutere perché il passaggio secondo me sarebbe più pericoloso che non l'accensione autonoma.


Il guaio, secondo me, è che questo non è altro che un sistema di lotta al fumo. La cosa non mi infastidisce semplicemente bensì mi scatena una discreta ira: non è corretto pretendere di eradicare atteggiamenti radicati in questo paese da un giorno ad un altro. Soprattutto: ma con che faccia vieni a fare proibizionismo su fumo o alcool quando permetti lo spaccio delle più turpi sostanze psicogene neurotossiche e dalla dipendenza fortissima e immediata (le Droghe propriamente dette) agli angoli delle strade, delle stazioni, di alcune case??? L'attuale gioventù ride e scherza anche attraverso le vie web di comunicazione su amici e serate con il THC per bandiera; auto guidate, nelle notti del fine settimana, più dal bianco nel naso che da un cervello; discoteche dove ormai è norma avere la bottiglietta d'acqua in mano per non finire disidratati dall'exstasi... a chi si rivolge il primo pensiero?? Ai fumatori in automobile; da soli, nella loro auto, all'alba per andare al lavoro, imbottigliati in fila tra altri sfigati, che non nuociono a nessuno se non a loro stessi ma solo per calmarsi un attimo e distrarsi... e tu Stato li accusi di essere potenziali omicida di essere probabili cause di incidente.

Lo sguardo distolto da problemi più grossi e seri. Lo sguardo che quando si posa lì, incolpa prima l'alcool che l'intruglio neurotropo preso prima.


Non stanno legiferando, ci stanno facendo una supercazzola continua. Noi, lì a farci abbindolare.


Quante altre cappellate del genere toccherà leggere?






PS: l'argomento alcool è delicato, lo so. Purtroppo è rientrato nel calderone dopo una litigata furente in quel di Lucca C&G. Magari se ne riparlerà. Vi basti sapere che IMHO non avendo azione diretta sulle sinapsi e non dando dipendenza fisica per me andrebbe situato al di sotto delle droghe chimiche psicotrope e pertanto al di sotto nella campagna di demonizzazione e proibizionismo.
Che poi, proibizionismo... l'arma a cui deve ricorrere chi non sa educare.

BLEAH!!!!

giovedì 15 ottobre 2009

quando Vivaldi compose le Quattro Stagioni non pensava certo alla pizza

Facebook è uno strumento divertente. Permette di gestire uno spazio note, una chat, una bacheca, una posta privata... Interazioni di massa.
Come spesso accade il contatto di massa può divenire sovraesposizione e questa, con le giuste attenzioni può diventare micidiale.

Grazie a una opzione che permette di condividere con chiunque ogni più microscopica idiozia pervada una qualunque delle teste costituenti la massa conosciuta ci si trova invasi da comunicazioni e video disparati. Seri e faceti, interessanti e scassarompini. Altre volte è peggio perché sono di politica estremista e superficiale...

Faccialibro è anche una ottima finestra in tempo reale sul mondo.

Ho assistito e tutt'ora sono basito alle alternanze di condivisione pareri meteo:
- Maggio, iniziano i primi caldi, arrivano le belle giornate e piovono masse anelanti il caldo e l'estate; simultaneamente si protesta perché è un po' che non piove.
- Luglio, del caldo chiunque non viva in ammollo ne han già tutti le tasche piene. Via dunque a maledizioni variegate contro il caldo, l'afa, la secchezza dei terreni e delle fauci. Sembra l'Italia desideri solo un bell'acquazzone.
- Inizi di Settembre, tradizionale libecciata, prime piogge e già c'è sdegno per "tutta questa acqua che cade"
- metà Ottobre, sono giunti i primi freschi. Tutt'altro che strano: è autunno e mentre le foglie ingialliscono e si tuffano sul terreno odoroso di pioggia il sole si spande nel cielo limpido senza però scaldare più come prima. Il fresco pungente annuncia l'inverno, l'odore dei comignoli fumanti.
L'Italia impazzisce, sconvolta da un freddo che ha stupito tutti. E' una corsa al termostato del termosifone. E' argomento sulla bocca di tutti nei negozietti, tra le vetrine. Tuttavia un domanda, mentre mi alzavo la cerniera del giubbotto e infilavo le mani in tasca, s'è fatta largo:"Ma perché sono tutti lì a protestare del freddo e a dire che devono accendere i termosifoni e che non han soldi quando continuano a girare con al più una felpina addosso?".

Davvero gente, perché stupirsi che faccia freddo quando è normale sia così o protestare del caldo quando il sole è tanto vicino?
Soprattutto possibile che debba venire rintontito dalle proteste di un mondo a maniche corte termostatato da condizionatori onnipresenti???

Le comunicazioni sono elettroniche, le interazioni e i servizi sono elettronici, adesso anche le temperature sono elettroniche.
Nessuno si ricorda più di cosa possa significare sedersi vicini, in cerchio con tanta lana sulla pelle ed un libro raccontato a voce alta a far sognare.

Non pretendo che il mondo apprezzi o se ne ricordi, ma non mi è per niente chiaro perché debba io farmi carico delle chiacchiere inutili e delle condivisioni superficiali di svogliati che non hanno la minima voglia di mettersi un maglione e godersi la stagione che più ricorda il bello della vita nel suo rinnovarsi continuo.

Amici! Basta coprirsi perché il freddo passi!! Ricordatevene e ricordatelo!



Vado ad annusare la sera.

martedì 22 settembre 2009

hot spot

Da poco sono morti sei soldati italiani a Kabul. Massimo dispiacere per delle esistenze che si spengono. A riguardo sarebbe bene ricordare anche le esistenze spente in quell'attentato son 21, ma agli italiani poco importa degli afghani "quindi dimentichiamocene". Beh, cordoglio anche per loro.

Ora, il governo italiano sta inneggiando agli eroi, supportato dai media tutti.
Spiacente, eroi un bel tubo!

Spiego il mio perché:
- non stavano difendendo il Mio (e Loro) paese da una guerra (il solo motivo per cui posso ritenere comprensibile esistano forze armate, cioè la difesa e non l'attacco): missione di appoggio ad alleati a rischio guerra (e così che è iniziata la "guerra preventiva" no?). Ma se gli USA sono a rischio, sono automaticamente coinvolto io italiano nel rischio? sono dunque americano anche io? Non mi pare.
- già che erano in missione erano semplicemente sul loro luogo di lavoro. C'è chi fa l'ingegnere, chi il medico, chi il maestro, chi l'operaio e chi il militare. Sono scelte; sono mestieri.
- sono morti in un attentato con altri bersagli, non diretto contro le forze armate italiane. Insomma erano lì al momento sbagliato. Una gran bella sfiga, non c'è che dire ma non ha nulla di eroico. Nulla di eroico perché nemmeno le vittime del WTC sono state chiamate "eroi": a tutt'oggi sono solo "vittime"
- non sono morti cercando di salvare vite. Non hanno preso un proiettile dal fuoco alleato mentre portavano in salvo una giornalista rapita; non sono saltati in aria mentre cercavano di demolire un nemico come la mafia; non sono morti arsi vivi cercando di salvare una vita imprigionata in un incendio. Non hanno dato la loro vita per un'altra, hanno solo perso la loro.


A fronte di questi piccoli frammenti di logica mi viene da constatare che siano delle semplici vittime, morte nell'adempiere il proprio lavoro. Niente di sovrumano da poter essere definiti eroi.

Sia chiaro, questo perché ritengo che eroi siano ben pochi al mondo e pertanto sia un attributo da spendere con molto, molto, giudizio. Inoltre perché ritengo che non sia giusto né onorevole spendere per loro la parola "eroi" quando non si è spesa per chiunque altro sia morto in un attentato, strage o incidente (dalla Thyssen a un investimento).


chiudo con una bella canzone, tanto per smorzare un po' i toni.



Massimo rispetto e cordoglio per le vittime tutte dell'attentato a Kabul.


PS: e 'fanculo al facile sensazionalismo per promuovere azioni militari.
Con la presente faccio anche notare come non mi sia espresso in merito alla missione in questione. Questo post non riguarda l'eventuale legittimità della missione.

lunedì 21 settembre 2009

ritorno

E' un bel po' che non scrivo: mi domando se ancora le parole sapranno rifluire nella tastiera come un tempo. Non ci credo molto, ma sperare è una cosa che non bisogna smettere mai di fare. Spero quindi di scrivere in modo gradevole.

Come anticipato il blog è andato in pausa. Pausa dettata non solamente dal mio caos interiore e tangibile, ma dettata soprattutto da una fase di poche novità. Tessere e ritessere con parole nuovi concetti già espressi diventa ripetitivo e rende vano un archivio. Pertanto pausa.


Fino a ora.

Ritorno e subito mi tuffo in argomenti più grandi di me. Forse avrei preferito il silenzio, ma il tempo recente non mi permette di stare in silenzio: ho una coscienza.

E' in arrivo una legge che definisce obbligatoria e doverosa (per la dignità dei pazienti) la terapia del dolore, specie del dolore cronico nei malati terminali.
Bene, pienamente d'accordo.

Non è difficile concordare con l'obbligo di alleviare una sofferenza come il dolore cronico; il dolore cronico è considerato in medicina tra i peggiori poiché capace di minare la stabilità psichica. Senza entrare nel merito scientifico di una sorta di agevolazione agli timoli dolorosi, quasi una ipersensibilizzazione per intenderci, e di una attivazione di aree cerebrali non coinvolte nel dolore acuto, basti dire che è come uno spillo che trapassa la mente senza sosta rendendo impossibile qualunque altro pensiero.
Il solo pensiero nel dolore cronico è smettere di pensare al dolore. Cosa non semplice visto che spessissimo si è costretti a letto. Il dolore cronico erode la vita poiché distoglie da essa.
Tanto per essere un po' più espliciti è come chiudersi un dito in una porta, solo che invece che riuscire a sfilarlo o riaprirla abbiamo vicino qualcuno ci dà sopra dei colpi, oppure ci scuote la mano.

La terapia al dolore cronico è doverosa.


Tuttavia mi è venuto spontaneo soffermarmi su un altro paio di aspetti ovvero le motivazioni: per la dignità, per i terminali...
Mi viene da ridere pietosamente. Se il dolore nei pazienti terminali è inumano e privo di dignità allora perché continuare a costringere chi è destinato ad una fase terminale di solo dolore ad affrontarla???

La terapia al dolore cronico nei malati terminali è da rendere obbligatoria poiché in questo paese c'è una ostinazione morbosa alla vita anche quando essa non è più tale, anche quando la natura intrinseca avrebbe già issato bandiera bianca e avrebbe fatto spegnere il patente.
La medicina è una lotta con la morte. Una battaglia in cui si può solo procrastinare la sconfitta. Eppure c'è da esserne orgogliosi, poiché si può prolungare per anni la partita grazie alla scienza moderna.

Eppure sono pienamente convinto che esista un limite oltre cui non ci si dovrebbe avventurare. Tenere in vita un corpo che si rifiuta di farlo senza alcuna aspettativa di recupero; impedire a qualcuno di andarsene per costringerlo a una vita di dolore e inabilità è puro egoismo. Siamo davvero così egoisti da volerci nascondere dietro ad un presunto "diritto alla vita" solo per tenere relegati a questo piano di esistenza persone care? Sarebbe poi davvero "vita" una condizione che restringe il nostro ambiente alle mura di un ospedale, a flebo costantemente attaccate per nutrirci e toglierci un dolore altrimenti insopportabile, talvolta bombole per ossigenarci, lavasangue per supplire a reni in stallo...? Non credo. Di certo non lo vorrei per me.

I veterinari hanno la facoltà di scegliere per l'eutanasia. Se fatta nel rispetto della vita credo sia il massimo gesto di umanità e rispetto della vita che si possa fare, per una vita.
Aiutare una vita a spegnersi dolcemente, senza dolore e senza sentirsi mancare e intossicare dal proprio spegnersi è un atto estremo di grande amore. Così è scegliere di praticarla: rinunciare ad un pezzo della propria vita per risparmiare sofferenze è un atto dettato dal cuore.
Forse è quello il massimo gesto di attenzione alla dignità di un malato.

Rendere incosciente del dolore della morte in lento arrivo non è propriamente una forma di rispetto della dignità e degli esseri umani, credo piuttosto sia una manifestazione di pietà e compassione verso chi abbiamo costretto Noi col nostro egoismo morboso a quella condizione.



Mi piace molto questa nuova legge. Sono però nauseato dal volerla presentare come innovativa o risolutiva o giusta. Poi ché è giusta e innovativa nella misura di una mano di vernice su un muro crepato e muffito.
Abbiamo coperto una situazione erronea e assurda ma la ristrutturazione è ben lontana dalle attuali coscienze.

lunedì 10 agosto 2009

senza molte parole in più

Dove sta andando l'Italia?
Me lo domando spesso e quasi sempre cerco di non darmi una risposta. Quantomeno mentre nella mia testa rispondo la parte più saggia di me comincia a battere energicamente i palmi delle mani sulle orecchie in un autismo di momentanea sordità.

Stanno cambiando l'Italia in un paese dove le leggi non sono più uguali per tutti:
Se guidi ubriaco di notte la multa vale doppio, come se un ubriaco fradicio al volante a mezzogiorno non avesse occasione in città per compiere una strage;
se sei ubriaco e guidi la tua automobile, questa ti viene confiscata e messa all'asta, ma se la guida un altro, magari messo peggio di te, è prevista solo la multa;
se vuoi fare il politico non devi iscriverti a un albo dimostrando prima di avere la fedina penale pulita;
se sei un politico hai l'immunità parlamentare (anche se è mascherata con altri nomi).

L'Italia sta cambiando: presto arriveranno le ronde. Nome poetico ed evocativo che dovrebbe portare alla mente gruppi pacifici di pubblici cittadini che vegliano sui loro quartieri... insomma semplici persone che a turno stanno sveglie per poter chiamare chi di dovere in caso di movimenti sospetti.
Invece siamo alla massa di rissosi che potranno fermare chicchessia, che interagiranno, che si addestrano con le arti marziali. Insomma, è previsto che avvenga uno scontro tra i vigilantes, pubblici cittadini, e i sospettati, pubblici cittadini fino a prova contraria. Da qualcuno che veglia stiamo passando a qualcuno che riporta in auge la caccia alle streghe.

Chissà che assieme al fratino non arrivino forcone e fiaccola per divisa...


Ecco. Sogno di riuscire ad andarmene perché ho troppo spesso l'incubo che non si potrà cambiare questo cambiamento.

So che "scappare" all'estero è una soluzione di comodo e vile (forse paragonabile come soluzione semplicistica ed egoista al suicidio) ma in una situazione che porta sempre più i civili di fronte ai civili mentre i colpevoli restano super partes mi chiedo come si possa opporsi alla complicità senza mietere vittime innocenti.

Amo l'Italia, ma certi italiani proprio non riesco ad accettarli.

mercoledì 1 luglio 2009

21-12-2012

Rientrato da una serata davvero piacevole. Una serata di quelle in cui il tempo sembra fermo ad anni addietro e contemporaneamente volato; classica situazione in cui amici che non si vedono da tempo ritrovano gli stessi ritmi e incastri di un tempo raccontandosi però nell'oggi.


Dicevo, appena rientrato guardo un backup che non avanza attraverso ore di bollitura di processore e disco rigido ed accendo quindi la tv. Voglia di compagnia... compagnia almeno sonora.
Scivolo tra i canali e capito al volo su "mistero" condotto da Ruggeri.

Una frase mi ha fatto imbestialire e suonava più o meno così: "E' possibile che i Maya abbiano potuto predire il momento in cui finirà la vita sul nostro pianeta?".

Rabbia ed ira a profusione. Come diamine gli viene in mente di parlare di fine della vita?
Signori, voglio chiarire definitivamente il mio pensiero in proposito. Bene... sappiate che la vita non finirà. Almeno, non sarà la Vita a finire. Sarà bensì la vita come la intendiamo egoisticamente noi. Finirà l'umanità.

(Speriamo)

La Vita invece non può finire. Essa è fluire di energia in continua mutazione. E' trasformazione. E' divenire e perciò immortale.
L'allarmismo mediatico fantascientifico non mi trova affatto d'accordo. E' da esseri insignificanti ed è scorretto per giunta instillare nelle menti che con la scomparsa del genere umano ( o di sua buona parte) finirà il mondo.

Sarà anzi e con ogni probabilità una rinascita, un riavvicinamento ad un equilibrio in cui l'homo sapiens sapiens non ha altro ruolo che lo sterminatore per parassitismo.
Il ruolo che la nostra evoluzione ha costruito esula da una rispettosa simbiosi.

Noi finiremo. La vita continuerà e diverrà qualcosa d'altro e comunque bellissimo poiché vitale ed equilibrato.

Odio questo antropocentrismo mediatico e mi auguro che Pacal fosse corretto, così da non dovermi più confrontare con queste pochezze.

Viva la Vita!!!!