martedì 28 agosto 2007

e ti vengo a cercare

Ho sentito tantissime persone definire "La cura", del superbo Franco Battiato, la sua più belle canzone d'amore, nonché una delle più belle mai scritte.

Personalmente preferisco questa. Descrive perfettamente le sensazioni che io ritrovo nell'amore: quel senso di comunione profonda, quel legame che permette attraverso qualcun'altro di trovare se stessi più profondi e nascosti. La gioia di condividersi.

Probabilmente ognuno darebbe una sua personalissima descrizione del proprio amore. La mia, per buona parte, è quella cantata dal maestro siciliano.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Io e Battiato non ci siamo presi praticamente mai. Sarà che io, da Gucciniano e, in tono un po' minore, De Andréiano, non riesco a venire a patti con chi non si vuole far capire, con il troppo ostentato onirismo, con la poesia fatta di iperuranio. E Battiato è un po' tutte queste cose, spesso e volentieri.

Anonimo ha detto...

Caro Ni, era tanto che non ripassavo in questi ameni lochi per ovvie motiviazioni di lavoro (leggi = ero a fammi un cVlo come un pajolo).
Anche a me questa canzone piace tanto, pure nella versione dei CSI, se debbo dire.
Poi però penso che è una canzone a sfondo religioso e che è un dialogo con dio e allora ritorno a sentire la Cura. Che ci posso fa'...
Baci & Ossequii

ni ha detto...

O____O

è un monologo con Dio????
Io l'ho sempre intesa come una canzone d'amore, come quel sentimento che ti spinge da dentro a cercare una tua metà...

Omamma!!!!

Beh
Io continuerò a capirla così. Mi spiace per il maestro se il suo messaggio è giunto travisato

plenilunjo ha detto...

è stato un trauma anche per me scoprire il sottotema religioso..! Ma alla fine ogni opera abbandona mani e note di chi l'ha creata, e così ce ne possiamo appropriare,riempirla dei nostri significati e colori.
Volevo scrivere in un post poco seguente, di perdita e solitudine.., ma scorrendo a ritroso ho trovato questo, e allora scrivo qui..
Un po' di tempo fa mi sono trovata in una situazione simile, diciamo che forse ci siamo passati in tanti.. Obbligarsi a non chiamare, a non cercare, obbligarsi a buttare giù la telefonata quando già le dita avevano preso il sopravvento e composto il numero..
E allora girare per tutta la città, intorno ai luoghi conosciuti e comuni, con nelle orecchie in loop "la cura" e "e ti vengo a cercare", per ferirsi ancora un po', e cullarsi nel pianto.. Dedicare parole che non possono arrivare, ma volerle cantare ugualmente..

ni ha detto...

o forse è solo una commemorazione...

Io so che questa canzone mi ha si legato a un sentimento, ma non alla singola persona: é come io veda e senta, descrive quel che per me si prova innamorandosi. Non cambia.

Però, come ormai sempre più di frequente, ti comprendo plenilunjo, l'ho fatto anche io, specie il fermar le telefonate!